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venerdì

Il silenzio dell’Islam

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«Come mai il mondo islamico non ha reagito davanti alla repressione del regime cinese nei confronti degli uiguri, anche loro musulmani? Se lo chiedeva qualche giorno fa Foreign Policy, ricordando che in altre occasioni – anche molto meno gravi, dalle vignette danesi in poi – le reazioni dei leader religiosi non si erano fatte attendere.

“Dal 1990 il governo cinese ha portato avanti delle politiche sistematicamente discriminatorie nei confronti degli uiguri. È stato vietato loro di parlare la loro lingua; è stato proibito ai dipendenti pubblici di lasciare crescere la barba, di pregare e digiunare durante l’orario di lavoro. Gli uiguri sono discriminati nell’istruzione e nella sanità, negli affitti e nel mercato del lavoro. Ogni protesta contro queste discriminazioni è stata duramente repressa. La repressione degli uiguri si è intensificata dopo gli attacchi dell’11 settembre, quando diversi leader politici furono incarcerati con l’accusa di avere collegamenti con terroristi islamici stranieri”...»

Il silenzio dell’islam sugli uiguri (da Internazionale.it) — leggi tutto

L'articolo di Foreign Policy, Mute Muslims

venerdì

Punto di non ritorno

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(Immagine dal blog democraticoebasta)

«Adesso diranno che offendo il Parlamento ma questa è la pura realtà: le assemblee pletoriche sono assolutamente inutili e addirittura controproducente...

«Avete un governo che per la prima volta è retto da un imprenditore e da una squadra di ministri che sembrano membri di un Cda per la loro efficienza. Dobbiamo però fare i conti con una legislazione da ammodernare perchè il premier non ha praticamente
nessun potere e dovremo arrivare ad un ddl di iniziativa popolare perchè non si può chiedere ai capponi e ai tacchini di anticipare il Natale...

«La giustizia penale è una patologia nel nostro sistema. (...) Metteremo tutto il nostro impegno nella riforma della giustizia penale e non ci fermeremo fino alla divisione delle carriere nell'interesse dei cittadini italiani. (...) Io sono esacerbato e voglio dichiarare pubblicamente la mia indignazione. Io ne sono fuori perchè abbiamo il lodo Alfano che sposta la prescrizione e poi ho le spalle larghe, più mi picchiano più mi rinforzano ma un cittadino normale con questa situazione paga un prezzo troppo alto.»

21 maggio 2009, Silvio Berlusconi all'assemblea di Confindustria

martedì

Il Dalai Lama racconta

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(Foto: Dani Machlis)

«La mattina del 10 marzo oltre quarantamila persone circondarono il palazzo del Norbulinka, dove si trovava il Dalai Lama, urlando slogan contro i cinesi e a favore dell’indipendenza del Tibet. Chiedevano che il Kundun non lasciasse la sua residenza e giuravano di prenderlo essi stessi sotto la loro protezione dal momento che non si fidavano più del governo. Ci furono anche violenze da parte della folla. Un ministro non venne riconosciuto e preso a sassate, a stento lo si potette salvare. Un altro invece, di cui erano note le simpatie per i cinesi, fu linciato sul posto dalla gente inferocita. Man mano che trascorrevano le ore la folla cominciava ad organizzarsi. Venne eletto un comitato di una sessantina di persone che giurò di impedire, anche a costo della vita, che il Prezioso Protettore cadesse nelle mani cinesi...»

Piero Verni, Il Dalai Lama racconta 10/03/09 (da Lettera22.it: leggi tutto)