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martedì

Bambini-fantasma

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«... A lanciare l’allarme sull’impossibilità per i genitori clandestini di riconoscere i propri figli al momento della nascita è stato Giovanni Daveti, il funzionario responsabile per gli affari che riguardano la comunità cinese per la prefettura di Prato. “Nel pacchetto sicurezza – ha detto Daveti – è inserita una norma che obbliga i clandestini a mostrare il permesso di soggiorno negli atti di Stato civile. Attualmente non abbiamo alcuna circolare che ci spieghi come comportarci nel dettaglio: dall’8 agosto, quando entrerà in vigore la legge, quindi noi avremo neonati che non potranno essere riconosciuti dai genitori, se entrambi clandestini. L’unica via praticabile sembra quella di affidarli ai servizi sociali. Solo nei primi sei mesi del 2009 a Prato sono nati 412 bambini in questa condizione”...»

Da Clandestina? Non puoi essere madre — Il Tirreno, 28 luglio 2009: leggi tutto

venerdì

Il silenzio dell’Islam

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«Come mai il mondo islamico non ha reagito davanti alla repressione del regime cinese nei confronti degli uiguri, anche loro musulmani? Se lo chiedeva qualche giorno fa Foreign Policy, ricordando che in altre occasioni – anche molto meno gravi, dalle vignette danesi in poi – le reazioni dei leader religiosi non si erano fatte attendere.

“Dal 1990 il governo cinese ha portato avanti delle politiche sistematicamente discriminatorie nei confronti degli uiguri. È stato vietato loro di parlare la loro lingua; è stato proibito ai dipendenti pubblici di lasciare crescere la barba, di pregare e digiunare durante l’orario di lavoro. Gli uiguri sono discriminati nell’istruzione e nella sanità, negli affitti e nel mercato del lavoro. Ogni protesta contro queste discriminazioni è stata duramente repressa. La repressione degli uiguri si è intensificata dopo gli attacchi dell’11 settembre, quando diversi leader politici furono incarcerati con l’accusa di avere collegamenti con terroristi islamici stranieri”...»

Il silenzio dell’islam sugli uiguri (da Internazionale.it) — leggi tutto

L'articolo di Foreign Policy, Mute Muslims

lunedì

Il massacro nascosto

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Più di 20.000: il numero dei civili tamil uccisi durante le ultime fasi della guerra civile in Sri Lanka.

Il massacro nascosto in un video esclusivo di Timesonline.

Press the 8

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Più di 70 organizzazioni della società civile per "schiacciare" gli 8 grandi e il loro disinteresse per i più deboli.

Il sito della Coalizione Italiana contro la Povertà

martedì

Il Dalai Lama racconta

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(Foto: Dani Machlis)

«La mattina del 10 marzo oltre quarantamila persone circondarono il palazzo del Norbulinka, dove si trovava il Dalai Lama, urlando slogan contro i cinesi e a favore dell’indipendenza del Tibet. Chiedevano che il Kundun non lasciasse la sua residenza e giuravano di prenderlo essi stessi sotto la loro protezione dal momento che non si fidavano più del governo. Ci furono anche violenze da parte della folla. Un ministro non venne riconosciuto e preso a sassate, a stento lo si potette salvare. Un altro invece, di cui erano note le simpatie per i cinesi, fu linciato sul posto dalla gente inferocita. Man mano che trascorrevano le ore la folla cominciava ad organizzarsi. Venne eletto un comitato di una sessantina di persone che giurò di impedire, anche a costo della vita, che il Prezioso Protettore cadesse nelle mani cinesi...»

Piero Verni, Il Dalai Lama racconta 10/03/09 (da Lettera22.it: leggi tutto)

lunedì

Ricapitolando (Mortificazioni italiane)

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La foto di Eluana

In certe occasioni, un’immagine non vale più di mille parole. Al contrario, una fotografia può distorcere la realtà e servire da alibi in una battaglia tanto sterile quanto ingiusta. In Italia se n’è prodotto un esempio chiaro nella morte di Eluana Englaro, la donna di 38 anni morta dopo averne passati 17 in stato vegetativo a causa di un incidente d’auto avvenuto quando ne aveva 21. La sua famiglia ha patito un calvario giudiziario di dieci anni per ottenere il diritto di non prolungarle la vita artificialmente, in un paese dove non esiste una legge sul testamento biologico come quella spagnola e che non permette l’eutanasia.
Che tipo di stato obbliga i suoi cittadini a lottare tanto per un obiettivo così disgraziato? Che tipo di società insulta e maltratta un padre che vede come unico cammino per riconquistare la volontà di sua figlia (la quale aveva espresso con chiarezza il suo desiderio di non voler vivere nelle condizioni che le sono toccate), quello di permettere che muoia di fame e sete? Eluana che sorride sulla neve. Eluana con il cappello guardando verso la macchina fotografica. Eluana che si copre con la tenda della doccia, scherzando con chi la stava ritraendo.
Questa non era la malata di 40 chili, piagata, atrofizzata e irrecuperabile alla quale il padre faceva visita tutti i giorni e che il primo ministro Silvio Berlusconi non ha voluto conoscere, nonostante sia stato invitato. Perchè, lì o quì, è più facile fare leggi contro gli altri poteri dello stato e contro il sentimento comune, se non si affronta la dura verità, questo è lo stato attuale delle cose. La sera in cui Eluana moriva, i politici litigavano come gatti cercando di portar avanti, con urgenza, una legge che la attaccasse per sempre alla macchina, un testo irrazionale, che poi è stato ritirato perchè spaventoso, persino per i medici ultraconservatori.
Quella stessa sera, la maggioranza degli italiani sceglieva in televisione tra i programmi sul caso di Eluana e il Grande Fratello. Ha vinto quest’ultimo, trasmesso in uno dei canali di Berlusconi. L’audience ha preferito la finzione più dolce e inutile, convenientemente impacchettata e pronta per essere consumata. L’altra finzione, la ragazza mora esultante che in qualsiasi momento si sarebbe alzata dal letto, era troppo difficile da mandar giù.
La Chiesa cattolica, non voleva perdere una partita sul suo campo. Magari si fosse mostrata così belligerante quando venivano bombardate case piene di bambini a Gaza o quando il governo perseguita gli immigrati che scappano dalla fame a due passi dai suoi templi. Dimenticando uno dei principi più belli della sua religione, la compassione per la sofferenza del prossimo, i fedeli hanno montato decine di altarini con la foto della bella ragazza che non esisteva più. Dimenticando anche che Gesù Cristo ebbe la possibilità di scappare ma, avvalendosi della sua libertà personale, preferì seguire il suo cammino, quello di una morte certa.


(12 febbraio 2009: traduzione di Italia dall'estero.info dal «Diario de Mallorca» — leggi l'articolo originale)

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Senza coscienza

Il corpo indifeso di Eluana Englaro ha dovuto partecipare alla prova generale per verificare quanto siano labili i confini dello Stato di Diritto in Italia. E il fatto che il Vaticano abbia cinicamente applaudito rinnova il dubbio, se lì si sia arrivati nel 21° secolo.
Eluana Englaro è morta. Ma ha dovuto recitare fino all’ultimo il triste ruolo a cui il Presidente del Consiglio italiano l’ha costretta al termine della sua vita. Apparentemente allo scopo di salvare la giovane donna in coma da 17 anni, Silvio Berlusconi voleva imporre oggi [martedì] una legge che avrebbe confermato la sua vocazione ad essere l’uomo forte che se ne frega delle regole quando c’è da fare del bene. Sulle questioni dell’inizio e della fine della vita si può e si deve discutere. Della dimensione politica di tutto ciò, invece, c’è poco da discutere. Il Presidente della Repubblica Napolitano non ha firmato un primo decreto di Berlusconi perché in esso vedeva calpestata la separazione dei poteri. Ma anche una legge – se dovesse comunque andare in porto – sarebbe contraria alla Costituzione, perché sarebbe intesa ad invalidare con effetto retroattivo una sentenza di tribunale. Non si è trattato di dare un aiuto – sono anni che si attende una legge sul testamento biologico. Si è trattato invece delle prove generali, a spese del corpo indifeso della Englaro, per verificare quanto labili siano i confini dello Stato di Diritto. E il fatto che il Vaticano abbia applaudito questo cinico gesto fa sorgere nuovi dubbi, dopo quelli sulla questione dei lefebvriani, se lì si sia davvero arrivati nel 21° secolo.


(10 febbraio 2009: traduzione di Italia dall'estero.info da «Der Tagesspiegel» — leggi l'articolo originale)

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Il destino di una donna in coma lasciato nelle mani di Berlusconi

Il Primo Ministro vuole una legge per prevalere sulla Corte di Cassazione.

Il caso strappalacrime di una donna in stato di coma da 17 anni e del padre che combatte perché possa cessare di vivere é stato trasformato dal Primo Ministro Silvio Berlusconi, con il silenzioso ma robusto sostegno del Vaticano, nel tentativo di scavalcare la Costituzione italiana accrescendo in tal modo i suoi poteri.
Eluana Englaro, di 38 anni, quando aveva 21 anni ha subito un grave danno cerebrale a causa di un incidente automobilistico che l’ha ridotta in uno stato vegetativo permanente. Dopo aver lottato per anni nei tribunali per fermare l’alimentazione forzata, suo padre Beppino, lo scorso anno ha finalmente vinto la battaglia con la Corte di Cassazione, la massima Corte in Italia. Ma i politici cattolici, sostenuti dalle gerarchie ecclesiastiche, hanno continuato a combattere malgrado il verdetto della Corte. Il caso é così diventato una battaglia di carattere nazionale per la coalizione “per la vita”.
Ora Eluana é in una clinica nel nord-est Italia, a Udine, dove i medici stanno gradualmente diminuendo l’alimentazione sostituendola con sedativi e anti-convulsivi. Ma in settimana Berlusconi ha provato a introdurre un cosiddetto decreto legge (in italiano nel testo, N.d.T.), un diktat ufficiale, per obbligare la clinica a riprendere l’alimentazione forzata.
Il capo dello Stato, il Presidente Giorgio Napolitano, ha rifiutato di firmare il decreto perché esso “non ha superato le obiezioni di incostituzionalità”. Berlusconi é stato respinto pertanto dal capo dello Stato e dalla più alta Corte del Paese ma ciò non lo ha fermato.
Invece, ha annunciato la sua intenzione immediata di creare una regolare legge facendola passare in entrambe le Camere del Parlamento entro tre giorni, in modo da scongiurare così la morte di Eluana. Berlusconi ha detto: “Per come la vedo io, dobbiamo fare tutto il possibile per evitare la morte di una persona la cui vita é in pericolo non a causa del danno cerebrale. Si tratta di una persona che respira autonomamente, una persona le cui cellule cerebrali sono vive e inviano segnali elettrici, una persona che ipoteticamente può concepire un figlio”.
L’ultima affermazione ha provocato stupore e disgusto; é sembrato che Berlusconi abbia voluto ridurre la femminilità allo status di macchina per la riproduzione. Secondo un’altra angolatura, la sfida alle più alte istituzioni statali da parte del Primo Ministro é stata interpretata come un attacco alla costituzione. Berlusconi ha risvegliato i timori che i poteri del Primo Ministro vengano accresciuti a detrimento dei poteri che li controbilanciano. Prima di Natale, ha detto ai giornalisti di avere intenzione di muovere l’Italia verso un sistema presidenziale, così da poter disporre di “velocità nel prendere decisioni e più ampi poteri”, in linea con “gli altri paesi”. Ora i suoi critici temono che abbia trovato lo strumento ideale.
James Walston, un professore di Politica Italiana all’Università Americana di Roma, ha detto: “Ha tagliato fuori la magistratura, il Presidente e il Parlamento. Se il decreto passerà, la carica di Primo Ministro sarà molto più potente perché così si sarà sbarazzato definitivamente di quei poteri che mantengono il controllo su di lui”.
Ma Gianfranco Fini, il Presidente della Camera dei Deputati ha detto ieri: “Qual é il limite tra un vegetale e un essere vivente? Ritengo che solo i genitori di Eluana abbiano il diritto di dare una risposta a questa domanda”.


(9 febbraio 2009: traduzione di Italia dall'estero.info da «The Independent» — leggi l'articolo originale)

Copertine

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Il sito di «Internazionale»

martedì

Calvario italiano

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(Foto: Virginia Harold)

«Eluana Englaro era "irriconoscibile" rispetto alle foto che tutti conoscono e vederla nel letto della casa di riposo La Quiete di Udine "è stato devastante": è la testimonianza della giornalista della Rai Marinella Chirico, che domenica pomeriggio ha visitato la donna, su invito dei genitori. La giornalista ha trascorso circa tre ore nella stanza di Eluana.

"Eluana - ha raccontato Marinella Chirico - era esattamente così come si può immaginare possa essere una donna in stato vegetativo da 17 anni: assolutamente irriconoscibile rispetto alle foto che si vedono. Una donna completamente immobile, che gli infermieri e i sanitari erano costretti a spostare ogni due ore per evitare che il corpo si piagasse. Le orecchie avevano delle lesioni perché l'unica parte che non si poteva tutelare era questa. Era una situazione devastante, emotivamente molto forte l'impatto"...»

Da La testimonianza di una giornalista Rai — "Eluana era irriconoscibile, devastante vederla" (Repubblica.it, 10 febbraio 2009): leggi tutto

mercoledì

giovedì

Quando tuo padre è il nemico — L'eredità degli stupri di guerra

(Ottobre 2006, dimostrazione delle vittime degli stupri di guerra)
Bosnia-Erzegovina: le migliaia di bambini rifiutati le cui madri furono vittima di stupro durante la guerra.

Le parole d'allarme di Sabina Husci, psicoterapeuta e teologa islamica, su «Rue89.com»

Il Tibet era, è, e sarà sempre una parte della Cina

martedì

Abu Ghraib: la donna dietro l'obiettivo

«Non credo stessimo realmente pensando a cosa facevamo. Ehi, insomma, questo tizio era appena stato ammazzato... Lo so che sembra brutto.»

(Sabrina Harman, ventiseienne soldato scelto dell'esercito degli Stati Uniti, autrice delle foto scattate ad Abu Ghraib)

Il testo completo su «The New Yorker»