Visualizzazione post con etichetta USA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta USA. Mostra tutti i post

lunedì

Remembering Apollo 11

.
Photobucket

Da Boston.com un'eccezionale gallery di foto: Remembering Apollo 11.

martedì

Silent Talk

.
Photobucket

Guerra telepatica. Combattere con il pensiero.

Il progetto "Silent Talk" del Pentagono.

Gli articoli di Wired.com e di Repubblica.it

mercoledì

La piaga del Rock

.
Photobucket

Invasione di cavallette.

Respinte a suon di Led Zeppelin e Rolling Stones.

Succede a Tuscorora, Nevada.

Riccardo Meggiato, Guerra alle cavallette a suon di Rock — da Wired.it (leggi tutto)

lunedì

Aspettando il Natale (di Obama?)



Come si festeggia(va) a casa Bush.

L'ultimo video alla Casa Bianca del cane presidenziale (quello che si chiama Barney).

Tutto rigorosamente vero.

lunedì

La vendita di armi vola. Grazie ad Obama

Photobucket

(Foto: swingcat001)

La statunitense National Rifle Association: 4 milioni di membri.

Tutti mooolto preoccupati per l'elezione di Barack Obama a presidente.

Armelle Vincent, Etats-Unis : grâce à Obama, les ventes d'armes s'envolent (da Rue89.com)

Fantasmi americani

Photobucket


Le inavvertibili presenze che infestano il vicinato di Mount Washington, Los Angeles (Kevin Kidney su Dinosaurs and Robots)

venerdì

Gioire con prudenza

Photobucket

(Foto: Igor Molochevski)

«Obama è un nero, d’accordo, ma coi neri d’America, col loro colore, stile di vita, linguaggio, e condizione sociale ha ben poco in comune. Innegabile il primato di un nero alla Casa Bianca, ma guardiamo oltre, per favore. E la prima cosa che si osserva è che un’attenta lettura del programma di Barack Obama lascia una sorta di vuoto mentale e nessuna idea precisa. Dalla Sanità alla politica estera, dall’economia alla scuola, veniamo trascinati attraverso una serie di proclami talmente generici da produrre un unico possibile interrogativo: ma che significano in pratica? Soprattutto (...), dove sono le risposte del senatore Obama ai temi più cruciali della politica americana, ovvero ai temi più vergognosi della sua politica estera? E cioè: lo strapotere delle lobby economiche e di quella ebraica nelle stanze che contano a Washington, che il suo programma solo vagamente tratta; la politica scellerata oltre che immorale sul Medioriente, all’insegna di un incredibile sistema di due pesi e due misure nei rapporti con Israele/Emirati/ArabiaSaudita e a sfavore di chiunque altro; il sostegno americano alla repressione in Colombia, che nel nome della lotta alla droga sta assassinando la società civile attiva di quel Paese, e la rapina storica che le multinazionali statunitensi pretenderebbero di perpetrare ancora su milioni di campesinos in miseria, per giungere alla continua interferenza americana negli affari interni di tutta l’America Latina; la vergogna dell’embargo economico contro Cuba; il dramma dell’abbandono sanitario di 44 milioni di cittadini statunitensi che invocano (assieme a milioni di altri) un sistema sanitario nazionale gratuito basato sulla tassazione pubblica, e non mezze misure dove al centro stanno comunque le solite compagnie assicurative; il problema degli accordi di libero scambio commerciale che stanno uccidendo masse di posti di lavoro negli USA mentre creano posti di lavoro da schiavi nei Paesi aderenti (sempre Terzo Mondo); la fine del balletto vergognoso del rispetto selettivo delle regole internazionali che Washington adotta come politica standard da 50 anni, e cito le regole del WTO, del NPT, della Biological Weapons Convention ecc., e il rispetto delle sentenze delle corti internazionali come la Corte Internazionale di Giustizia, o il Tribunale Criminale Internazionale, o ancora il rispetto delle Convenzioni di Ginevra e dell’Habeas Corpus; il ritiro della presenza militare americana dall’Iraq intesa come ‘ritiro’, e non la farsa del ritiro di truppe spicciole che lasciano però sul terreno le più sofisticate basi militari americane al mondo; la Guerra al Terrorismo, come mezzo per la disseminazione di quelle basi in posti chiave per le risorse necessarie all’America; la fine delle leggi liberticide che l’amministrazione Bush ha passato con la scusa della Guerra al Terrorismo; la stagnazione degli stipendi medi americani da oltre 30 anni e la povertà a livelli scandalosi per il Paese più ricco del mondo, che non beneficeranno certo di qualche taglio alle tasse o donazione per un gran totale di 50 miliardi di dollari, mentre il budget per la difesa rimane di 700 miliardi di dollari l’anno; l’esplosione di una finanza speculativa fuori controllo che tiene oggi tutto il Pianeta sotto la spada di Damocle di 540 mila miliardi di dollari in prodotti derivati che fluttuano all’impazzata e senza controlli, una bomba atomica sotto ogni letto di ogni cittadino del mondo. E sono molti altri i temi pressanti su cui Obama ha detto da troppo poco a sostanzialmente nulla...»

Leggi tutto l'articolo di Paolo Barnard, Obama? Gioire con prudenza, molta

giovedì

Profezie

Photobucket


«Verrà ucciso, ma sono problemi suoi. Se John [Kennedy] sapeva che sarebbe stato ucciso, anche un ragazzo nero dovrebbe saperlo.»

L'autore americano Gore Vidal a proposito di Barack Obama presidente (agosto 2008, «Corriere della Sera»)

martedì

Se Van Jones fosse presidente



Il fondatore e presidente di Green For All.

Un'economia verde contro la povertà.

Un'utopia per questo «Election Day».

(Fonte: Good.is)

lunedì

E ancora sull'America (quasi con nostalgia)





This is not America, sha la la la la
A little piece of you
The little peace in me
Will die
[This is not a miracle]
For this is not America

Blossom fails to bloom
This season
Promise not to stare
Too long
[This is not America]
For this is not the miracle

There was a time
A storm that blew so pure
For this could be the biggest sky
And I could have the faintest idea
[For this is not America, sha la la la la,
sha la la la la, sha la la la la
This is not america, no,
this is not, sha la la la la]

Snowman melting
From the inside
Falcon spirals
To the ground
[This could be the biggest sky]
So bloody red
Tomorrow's clouds

A little piece of you
The little piece in me
Will die
[This could be a miracle]
For this is not America

There was a time
A wind that blew so young
For this could be the biggest sky
And I could have the faintest idea
[For this is not America, sha la la la]


David Bowie, Pat Metheny, Lyle Mays, This Is Not America, 1985
(Colonna sonora del film The Falcon and the Snowman)

Se tutto il mondo potesse votare

Photobucket


(Global Electoral College — da Economist.com)

L'insostenibile vicinanza delle presidenziali

Photobucket

26 ottobre: raid di elicotteri Usa in Siria. Tutte le vittime sono civili.

Leggi da Repubblica.it

(Video da AljazeerahEnglish)

martedì

I signori della crisi

Photobucket


«La cosa più assurda è che controllando il flusso degli investimenti delle banche italiane, si nota che molte, tante, troppe azioni e troppi milioni di euro, sono investiti in… banche inglesi e americane. Barclays, Rockfeller, Morgan Stanley, ecc., creando un conflitto di interessi pauroso. In altre parole, il nostro destino è legato a filo doppio alle sorti delle banche inglesi e americane. In questo modo si crea però un conflitto di interessi, perché le leggi o le manovre finanziarie che rafforzano l’Euro danneggiano le altre monete, ma rafforzando la nostra moneta paradossalmente allo stesso tempo danneggiamo anche le nostre banche e i nostri investimenti, e viceversa. Analizzando quindi i flussi di capitali e la ricchezza ci si accorge che tutto il potere del mondo è concentrato in poche mani, di pochi gruppi bancari e industriali il cui destino è legato a filo doppio dalle stesse vicende. A questo punto si capisce perché la politica sia assoggettata alle banche e perché chi prova a toccare le banche muore. Si capisce cioè perché, gira e rigira, tutti quelli che si sono avvicinati alla massoneria e/o alle banche sono morti, da Falcone, ad Ambrosoli, a persone meno conosciute come Arrigo Molinari che avevano provato a portare alla luce il problema del Signoraggio...»