giovedì

mercoledì

Vladimir Nabokov


(Pietroburgo, 23 aprile 1899 - Montreux, 2 luglio 1977)

Lolita, light of my life, fire of my loins. My sin, my soul. Lo-lee-ta: the tip of the tongue taking a trip of three steps down the palate to tap, at three, on the teeth. Lo. Lee. Ta.

Da Lolita, 1955

martedì

Oh Signore!

Crazy English


«Dominare l'inglese per costruire una Cina più forte.»

Il Crazy English urlato di Li Yang in vista di Pechino 2008.

L'articolo e lo slide show su «The New Yorker»

Earth Day

22 aprile: oggi si celebra la giornata dedicata alla Terra.

venerdì

Paremiologia


Si chiude una porta, si apre un portone.

(Foto: Johanna Manke)

Naoto Hattori


Alieni e Monne Lise molto particolari.

La galleria di Naoto Hattori (link).

Kommounalki

Esce in Francia per le edizioni Actes Sud il libro Kommounalki, della fotografa Françoise Huguier, sulla vita negli appartamenti in comune di Sanpietroburgo.

Fanatici della Apple, è ora di crescere


Che senso ha pagare di più per avere un computer senza lettore dvd né porta usb, e così lucido da sembrare una piastrella per il bagno?

L'articolo originale di Alex Pareene su Gawker.com e tradotto su Internazionale.it

Art or Toys?

Le creazioni di Wilfrid Wood (link).

giovedì

Il pene


Alfie stava facendo colazione con sua moglie al tavolo della cucina.
Non doveva avere dormito più di tre ore, perché la notte prima era uscito.
Lavorava con le forbici — era un parrucchiere — e doveva andare al negozio.
Una volta lì, oltre a dovere sopportare i rumori e le code di clienti, doveva fare conversazione tutto il giorno.
"Ti sei divertito ieri notte?" chiese sua moglie. Si erano sposati l'anno prima a Las Vegas.
"Credo di sì," disse lui.
"Dove sei andato?" Lo stava osservando. "Non lo sai?"
"Mi ricordo la prima parte della serata. Ci siamo incontrati al pub. Poi siamo andati in un locale notturno e c'erano un mucchio di persone. Poi c'è stato un film porno."
"Era buono?"
"Non era umano. Era come una macelleria. Dopodiché... diventa tutto un po' confuso."
Sua moglie lo guardò sorpresa.
"Questo non è mai successo prima. Ti è sempre piaciuto raccontarmi quello che avevi fatto. Spero che non sia l'inizio di qualcosa."
"Non lo è," disse Alfie. "Aspetta un minuto e ti dico cosa ho fatto."
Prese la sua giacca da dove l'aveva lasciata, sullo schienale di una sedia.
Aveva intenzione di esaminare il suo portafogli e controllare quanti soldi aveva speso, se gli era rimasta della cocaina, o se aveva preso numeri di telefono, biglietti o ricevute di taxi che potessero aiutare la sua memoria.
Stava frugando nella tasca interna quando trovò qualcosa di strano.Lo tirò fuori.
"Cos'è questo?" disse sua moglie. Si avvicinò. "È un pene," disse.
"Sei tornato a casa con il pene di un uomo — completo di palle e peli pubici — nella tasca. Dove l'hai preso?"
"Non lo so," disse lui.
"Meglio che me lo dici," disse lei.
Lui lo mise sulla tavola.
"Non ho l'abitudine di raccogliere peni smarriti." Aggiunse: "Non è eretto".
"E se comincia a diventare duro? È già abbastanza grosso così." Lei osservò più da vicino. "Più grosso del tuo. Più grosso della maggior parte di quelli che abbia visto io."
"Basta così," disse lui frettolosamente. "Non credo che dovremmo continuare a guardarlo. Avvolgiamolo in qualcosa. Prendi della carta da cucina e una busta di plastica.
"Quando il pene si mosse, lo stavano fissando entrambi.
"Togli quel coso dal mio tavolo da cucina!" disse lei. Stava per diventare isterica. "Viene mia madre a pranzo! Portalo fuori di qui!""Penso che lo farò," disse lui.
Pochi minuti più tardi, con sua grande meraviglia, camminava per la strada con un pene in tasca.
Il suo istinto era quello di farlo cadere in un cestino e andarsene dritto al lavoro, ma dopo averci pensato un po', gli venne in mente di portarlo a un artista a cui tagliava i capelli, uno scultore che di solito lavorava con feci e sangue. Lo scultore prima lavorava con parti anatomiche, ma aveva avuto dei problemi con le autorità. Tuttavia poteva trovare irresistibile l'opportunità di lavorare con un pene. I mercanti d'arte, che smaniavano per effetti sempre più orribili, ne sarebbero stati conquistati. Alfie sarebbe stato pagato; sua moglie gli aveva detto che doveva "orientare la mente agli affari". Più che altro, lei voleva che lui apparisse in televisione.
Alfie si stava dirigendo a casa dell'amico quando vide un poliziotto che camminava verso di lui. Velocemente, estrasse il pene impacchettato dalla tasca e lo fece cadere sul selciato. La gente butta a terra rifiuti in continuazione. Non è un vero crimine.
Aveva fatto poche decine di metri quando una studentessa gli corse dietro, sventolando la busta e dicendogli che aveva fatto cadere la sua colazione. Ringraziandola, lo ficcò di nuovo nella tasca.
Gli battevano i denti. Non voleva "quel coso" nella tasca un minuto di più.
Svoltò un angolo e si ritrovò ad attraversare il fiume. Accertandosi che nessuno lo stesse guardando, lanciò il pene oltre il parapetto e lo guardò cadere.
Poi si accorse che sotto il ponte stava passando una barca che portava i turisti lungo il fiume. Una voce commentava al megafono: "A sinistra possiamo vedere... e alla vostra destra c'è un monumento di particolare interesse storico".
Nel frattempo il pene, emergendo dal suo involucro stava atterrando sul ponte.
Alfie scappò.

A meno di un miglio di distanza, Doug, un attore, si alzò dal letto e si trascinò nel suo bagno nuovo. Aveva poco più di quarant'anni, e un aspetto straordinario.
Il giorno successivo avrebbe cominciato a lavorare al film più grosso della sua carriera. Era un dramma in costume, una produzione di classe, il che significava che non avrebbe dovuto tirar fuori il cazzo dalle brache prima del decimo minuto. Il regista era eccellente e lo stesso Doug aveva scelto le sue partner femminili, per il loro talento e per le loro misure. Doug aveva intenzione di passare la giornata in palestra. Dopo si sarebbe fatto tagliare i capelli e curare le unghie, prima di andare a letto presto con il copione.
Fu solo quando superò lo specchio andando verso la doccia e si guardò per la prima volta quel giorno, che si accorse che il suo pene non c'era. Non c'era più niente, il pene, lo scroto, perfino i suoi peli pubici.
Doug credette di svenire. Si mise a sedere sul bordo della vasca con la testa fra le gambe, ma la posizione gli faceva solo ricordare la sua perdita.
Era stato "nella" pornografia da quando era un ragazzino, ma di recente il mercato aveva cominciato a esplodere. La pornografia era entrata nel mercato delle persone di cultura media e lui, insieme a Cazzo Lungo — il nome professionale che aveva dato al suo pene — stava diventando una star riconosciuta.
Doug era apparso in talkshow e in riviste e giornali a larga diffusione. Credeva di avere diritto alla gratitudine e al rispetto che gli attori comici, i cantanti e i rappresentanti politici ricevevano. Dopo tutto, distrarre un pubblico dai gusti mutevoli era difficile e richiedeva talento e fascino. La particolarità era che Doug offriva quello che la maggior parte delle coppie non vedeva mai: l'opportunità di assistere alla copulazione altrui; fascino e intossicazione attraverso gli occhi.
Molti uomini invidiavano il lavoro di Doug e alcuni avevano anche cercato di emularlo. Quanti di loro potevano farcela, sotto il calore delle luci e con una troupe cinematografica intorno, per ore e ore, giorno dopo giorno? Doug poteva mantenere un'erezione tutto il giorno e intanto cantare un'aria del Don Giovanni mentre controllava le sue azioni sul Financial Times. Centinaia di migliaia di spettatori non avevano forse visto il suo bastone di roccia e i getti zampillanti ed erompenti che atterravano sui volti delle sue coprotagoniste?
Se avesse perso la sua virilità, avrebbe perso anche la sua vita.


Cercando di pensare in fretta, Doug ipotizzò se, a tarda notte, avesse tirato fuori Cazzo Lungo da qualche parte e lo avesse schiaffato su un tavolo. Nei bar e alle feste, dovunque nel mondo, al pubblico piaceva porre domande sul suo lavoro. Come la gran parte delle star, lui adorava rispondere. A un certo punto qualcuno, di solito una donna, chiedeva di vedere Cazzo Lungo. Se il tempo e il luogo erano giusti — Doug aveva imparato a stare attento a non rendere gli uomini invidiosi e a non causare attrito fra le coppie — lui lasciava che dessero uno sguardo. La chiamava "L'Ottava Meraviglia del Mondo".Comunque, prima d'ora non aveva mai smarrito la sua più grande qualità — la sua unica qualità, diceva qualcuno.
Doug andò nei bar e nei club dove era stato la notte prima. Stavano facendo le pulizie; le sedie erano a testa in giù sui tavoli e le luci erano forti. Qualcuno aveva perso una scarpa, una pistola, un paio di ciglia finte e una mappa della Cina. Non era stato ritrovato nessun pene.
Sconcertato, se ne stava sulla strada, quando vide, di fronte a lui, il suo pene che usciva da un caffè insieme a una coppia di giovani donne. Il pene, alto, eretto, con gli occhiali scuri e una giacca nera di buon taglio, stava sorridendo.
"Ehi!" urlò Doug mentre il suo pene saliva su un taxi, facendo educatamente passare prima le donne.
Doug prese un altro taxi e disse all'autista di seguire il primo.
Davanti poteva vedere la punta del suo pene. Le ragazze lo stavano baciando e lui rideva e parlava tutto eccitato.
C'era traffico e persero di vista il taxi davanti a loro.
Dopo avere girato in auto, Doug decise di andare in un bar e valutare cosa fare. Era furioso con il suo pene che si pavoneggiava così per la città.
Aveva ordinato da bere, quando il barman disse: "Oggi è così tranquillo qui perché quel pene che fa tutti i film è andato in un altro bar lungo la strada".
"Davvero?" disse Doug saltando in piedi. "Dove?"
II barman glielo indicò.
Pochi minuti dopo era lì. Ormai era ora di pranzo e il posto era così affollato che Doug riuscì a stento a passare dalla porta.
"Che succede qui?" chiese."È arrivato Cazzo Lungo," disse un uomo di una troupe televisiva. "Io ho visto tutti i suoi film - a casa di un amico, naturalmente. Testa di cazzo è il mio preferito. Quel cosone lì è una star."
"È vero?" disse Doug.
"Lei è un fan?"
"Non in questo momento."
Doug cercò di farsi largo tra la folla ma le donne non lo lasciavano passare. Alla fine sali su una sedia e riuscì a vedere il suo pene che stava in piedi al bar, accettava drink, firmava autografi e rispondeva alle domande come un vero professionista.
"Siete stati voi, il mio pubblico, a farmi arrivare dove sono oggi," stava dicendo pomposamente. "Sento di dovervi ripagare tutti. Cosa volete bere?"
Tutti furono contenti e ordinarono ad alta voce.
"E io allora?" urlò Doug. "Chi ti ha fatto?"
A questa uscita, Cazzo Lungo guardò in su e incrociò lo sguardo del suo padrone. In fretta fece le sue scuse e fuggì. Quando Doug riuscì ad aprirsi un varco tra la folla, il suo pene era già scomparso. Doug corse fuori in strada, ma di lui non c'era traccia.
Tutto il giorno, dovunque andasse, sentiva storie dell'incredibile pene, non solo della sua misura e della sua potenza, ma anche di quanto fosse affettuoso con le persone che non conosceva.
La sola persona in cui Doug si imbatté fu Alfie, che beveva da solo nell'angolo buio di un pub poco frequentato. Alfie era distrutto, convinto che la polizia lo stesse cercando non solo per avere rubato e tentato di vendere un pene, ma per averlo fatto cadere sulla testa di un turista giapponese che passava sotto il Tower Bridge su una barca.
"Ci siamo conosciuti da qualche parte," disse Doug.
"Sì, sì," disse Alfie. "Forse. Ho l'impressione che fossimo insieme ieri sera."
"Che stavamo facendo?"
"Chi lo sa? Senta..."
Alfie spiegò che si sentiva male per tutta la storia. Se Doug voleva un taglio di capelli gratis, sarebbe stato il benvenuto. Si offrì anche di farglielo all'istante.
"Un'altra volta," disse Doug.
Non aveva tempo adesso per questo genere di cose. Si era imbarcato nella ricerca della sua vita.
"Mi faccia solo sapere quando vuole una spuntatina," disse Alfie. "L'offerta è sempre valida.
"Solo quella sera, vagando senza meta per la città, Doug scorse di nuovo il suo pene, questa volta seduto in un caffè frequentato da impiegati. Adesso era in incognito, con un cappello calato ben bene sulla testa e il bavero all'insù. Doug capiva che stava soffrendo da stress da celebrità e voleva restare solo.
Doug scivolò sulla sedia accanto alla sua. "Preso," disse.
"Ci hai messo un bel po'," disse il pene. "Che vuoi?"
Doug disse: "A che gioco credi di stare giocando? Perché ti metti in mostra in questo modo?"
"Perché non dovrei?"
"Dobbiamo muoverci lentamente. Se c'è una cosa che rende tutti nervosi, è un cosone grassoccio e felice come te."
"Ne ho abbastanza delle tue stupidaggini," disse il pene.
"Senza di me, non sei niente," disse Doug. "Ah! È il contrario. Ho capito qual è la verità." "Che verità?"
"Tu sei un pene con un uomo attaccato. Voglio uscirne."
"Uscirne per andare dove?"
"Mi metto in proprio. Sono stato sfruttato per anni. Voglio la mia carriera. Farò film più seri."
Doug disse: "Film seri! Cominciamo il seguito di Piccole Donne domani. Si chiama Grandi Donne anzi Enormi".
"Voglio interpretare Amleto," disse il pene. "Nessuno ha veramente capito la relazione con Ofelia. Potresti farmi da assistente. Potresti portare il copione e tenere lontani i fan."
Doug disse: "Vuoi dire che non saremo mai più fisicamente legati?"
Il pene disse: "Sarei pronto a ritornare sotto la tua guida, perché mi piaci. Ma se lo faccio, gli accordi devono essere diversi. Voglio stare attaccato alla tua faccia".
Doug disse: "Dove esattamente vorresti stare? Dietro l'orecchio?"
"Dove adesso c'è il tuo naso. Voglio essere riconosciuto, come le altre star."
"Ti stancherai," lo avvertì Doug. "Si stancano tutti, e poi diventano matti."
"Questo dipende da me," disse Cazzo Lungo. "Ci saranno delle attenzioni da seguire per evitare questo e le seguirò."
Il pene prese una salsiccia dal piatto davanti a lui e la mise al centro del volto di Doug.
"Sarà così, solo più grande. La chirurgia estetica è in espansione. In futuro ci saranno tutti i tipi di strani accostamenti. Che ne pensi di lanciare una moda?"
"E che ne sarà del mio scroto? Mi... ehm... penderebbe sulla bocca."
"Ci penserei io a parlare. Ti do un'ora per decidere," disse il pene con arroganza. "Sto aspettando altre offerte da agenti e produttori."
Doug vedeva che Cazzo Lungo si stava rattrappendo. Era stata una giornata stancante. Quando alla fine gli si chiusero gli occhi, Doug prese il pene, se lo ficcò nella tasca e la chiuse.
Doug corse per la città da un chirurgo estetico che conosceva, un uomo avido con una faccia liscia come una pallina di plastica. Aveva rifatto molti dei colleghi di Doug, inserendo estensioni nei peni degli uomini e gonfiando seni, labbra e natiche delle sue colleghe donne. Pochi tra questi attori sarebbero stati riconosciuti dai loro stessi genitori.
Il chirurgo era a cena con alcuni vecchi clienti. Doug lo interruppe e camminarono insieme nel bel giardino del medico. Doug mise il pene addormentato nella mano del chirurgo.
Spiegò quello che era successo e disse: "Deve essere ricucito stanotte".
Il chirurgo si rifiutò.
Disse: "Ho allungato peni e clitoridi. Ho impiantato diamanti nelle palle degli uomini e messo luci nelle teste della gente. Non ho mai ricucito un pene. Potresti morire sul tavolo operatorio. Potresti farmi causa. Dovrei avere un corrispettivo adeguato per questi rischi".
Mentre le obiezioni continuavano, Doug pregò l'uomo di ricostruirlo. Alla fine, il chirurgo disse una cifra. Fu quasi il peggior colpo del giorno. Doug era stato ben pagato nel corso degli anni, ma il denaro che viene dal sesso, come quello che viene dalla droga, tende a sciogliersi come neve.
"Portami i soldi stanotte," disse il chirurgo, "altrimenti sarà troppo tardi; il tuo pene si abituerà alla sua libertà e non ti obbedirà più."
La sola persona che Doug conoscesse con una tale somma in contanti era il produttore di Grandi Donne anzi Enormi, che quella notte stava ospitando alcune prostitute nella sua suite. Le donne conoscevano Doug e gli fecero capire che la notizia della sua sciagura si era diffusa. Lui adesso arrossiva e soffriva quando le donne lo chiamavano "ragazzone".
Con sollievo di Doug, il produttore acconsentì a dargli i soldi. Passandoglieli, gli disse degli interessi. Era una somma alta, che sarebbe cresciuta ogni giorno, così come avrebbe dovuto fare il pene di Doug. L'uomo gli fece firmare un contratto, obbligandolo a fare film praticamente per il resto dei suoi giorni.
Ritornando dal chirurgo, Doug pensò a come poteva essere la sua vita senza pene. Forse era stato graziato e liberato da un idiota, e potevano prendere strade separate. Ma senza il pene, come poteva guadagnarsi da vivere? Era troppo vecchio per cominciare una nuova carriera.
Il chirurgo lavorò tutta la notte.
Il mattino dopo, quando Doug si svegliò, la prima cosa che fece fu guardare in basso. Come un incantatore di serpenti nervoso, fischiettò un'aria del Don Giovanni. Alla fine, il pene cominciò ad allungarsi, allargarsi e crescere. Ben presto puntava al sole. Era in piedi, anche se non correva ancora. Lui e il suo amore erano stati ricongiunti.
Qualche ora dopo, Doug era sul set. Il suo pene gli dondolava tra le gambe, battendo sulle cosce con un soddisfacente "smack".
Doug era contento di essere stato ricongiunto alla parte più importante che avesse; ma, quando pensò ai numerosi sforzi che lo aspettavano, si sentì già stanco.

Hanif Kureishi, da Midnight All Day, 1999
(Mezzanotte tutto il giorno, Bompiani — trad. italiana di Ivan Cotroneo)

mercoledì

Mattias Adolfsson


L'imperdibile portfolio grafico di Mattias Adolfson (link).

Occhiali miracolosi

Berlusconi au pouvoir: le retour d'un spécialiste en dérapages


Dal «kapò» dato a Martin Schulz al Parlamento Europeo fino ai test psicologici per i magistrati.

Una rassegna degli scivoloni verbali del neoeletto capo del Governo Italiano su Rue89.com.

Lo sconosciuto


100 millisecondi: il tempo necessario per giudicare se qualcuno che vediamo per la prima volta è affidabile.

Il primo secondo dell'incontro: l'intervallo necessario — tranne rarissime eccezioni — per confermare la nostra convinzione.

(Da una ricerca di Alexander Todorov e Janine Willis, Princeton University)

martedì

Il meraviglioso mondo dei lacci (delle scarpe)


Esistono quasi 2 trilioni di modi di incrociare i lacci delle scarpe.

Pare ci sia anche chi vi abbia dedicato l'esistenza (link).

The Day After


Il disastro annunciato si è compiuto. Lo avevamo previsto (non è elegante dirlo, ma qui è indispensabile). Veltroni e il Partito Democratico avevano scommesso di vincere. Tecnicamente hanno perduto.

Il risultato è che hanno consegnato l'Italia a Berlusconi e alla Lega. La responsabilità è interamente la loro. Su un aspetto Veltroni ha vinto chiaramente: ha liquidato la sinistra.

In tutti i sensi: l'ha eliminata dal Partito Democratico, che ora è un'altra cosa, irreversibilmente (almeno fino a che esisterà come tale). E ha demolito la Sinistra Arcobaleno, che ora, addirittura, non sarà più rappresentata in una delle due Camere.

La Sinistra Arcobaleno ha ottenuto quello che ha cercato: una disfatta totale. Per reggere avrebbe dovuto capire la cosa più elementare ed evidente: che doveva puntare alla conquista di quella parte degli elettori del Partito Democratico che è ancora “di sinistra”.

Ma per fare questo doveva distinguersi, smarcarsi nettamente e segnalare la sua diversità. Ma, poiché questa diversità non c'era, non ha saputo farlo. Come risultato ha perduto voti proprio in quella direzione (il voto “utile” per fermare Berlusconi, che alla fine si è rivelato non solo inutile ma catastrofico).

Giulietto Chiesa, Il disastro si è compiuto, 14 aprile 2008, ore 21.00

«Iceberg dritto di prua!»


Ore 23 e 40 del 14 aprile: l'urto dell'iceberg contro la fiancata.

Ore 02 e 20 del 15 aprile: il Titanic affonda.

La nave-passeggeri Carpathia riesce a raggiungere il disastro solo alle 4 del mattino. Trae in salvo 705 persone. I dispersi sono 1518.

lunedì

41 ore


Ottobre 1999, venerdì sera, intorno alle 23: Nicholas White scende a fumarsi una sigaretta dal McGraw-Hill Building, nel Rockefeller Center, sede degli uffici del «Business Week», la testata per cui lavora.

Finita la sigaretta White rientra.

Ascensore numero 30.

Preme il pulsante del 43° piano.

L'ascensore comincia a salire.

Tutto okay.

Tutto okay fino al 39°.

Poi una scossa.

L'ascensore si blocca.

E il buio.

L'edificio è deserto.

Le successive 41 ore di Nicholas White.

The Lives of the Elevators su «The New Yorker»

Riabilitazione filippina

Tutto è cominciato con la clip cliccatissima dei 1.500 detenuti che reinterpretano Thriller, il video di Michael Jackson.

E ormai sono 9 mesi che Byron Garcia, consulente per la sicurezza del carcere filippino di Cebu City, promuove il suo particolare programma di riabilitazione: ha addirittura aperto un proprio canale su YouTube con una trentina di video in cui file e file di prigionieri danzano sulle note di Gloria, Radio Gaga, Sister Act e altri successi (e non solo).

Viaggio negli USA


Numerose diocesi, da New Orleans fino alla East Coast, che stanno per chiudere o dimezzare il numero delle loro parrocchie e scuole parrocchiali.

Le cause: il pesante calo delle vocazioni, gli strascichi dello scandalo per gli abusi sessuali da parte dei sacerdoti pedofili, i fondi insufficienti a mantenere vecchie chiese con sempre meno fedeli.

Questo è il panorama dell'imminente visita di Benedetto XVI negli USA, la prima di un pontefice dal 2002, l'anno degli scandali.

Vicenda — questa degli scandali — peraltro nient'affatto archiviata: giusto la scorsa settimana una famiglia ha avviato una causa civile contro un prete del Massachussets per molestie ai suoi due ragazzi (i fatti si riferirebbero al 2005).

(Il cardinal Roger Mahony dell'arcidiocesi di Los Angeles — citato più volte come imputato e teste in cause per abusi sessuali da parte del clero)

venerdì

Iron Man VS Linux


Iron Man, il personaggio Marvel a breve film della Paramount, contro il software open source.

Lo scontro fra Tony Stark (l'alter ego dell'uomo di ferro) e Ezekiel Stane (il malvagio di turno) sarebbe l'allegoria della battaglia quotidiana tra Bill Gates e i software minori.

«Zeke è un uomo d'affari postnazionale e una sorta di terrorista ideologico dell'open source...», dice Matt Fraction, l'autore della serie, «Non ha nessuna lealtà verso qualsiasi forma di legge o credenza. Non vuole sopraffare Tony Stark, vuole renderlo obsoleto. Windows vuol essere in tutti i computer del mondo, ma Linux ed Ezekiel Stane vogliono distruggere il desktop.»

L'articolo su io9.com


Mai stata baciata


«Non sono mai stata baciata. Non so come si bacia. Ho 50 anni e sono stata sposata per 28 anni. Mio marito non mi ha mai baciata, neanche il giorno del nostro matrimonio. Nessun altro lo sa.»

Le cartoline molto segrete di postsecret.blogspot.com

I peggiori predicatori del mondo

(Foto di Lara Jade)

La top list secondo Foreignpolicy.com.

giovedì

L'ultimo golpe


4 aprile 2008: il tribunale costituzionale cileno vieta la distribuzione della pillola del giorno dopo nei consultori.

È la conclusione di una vera e propria crociata della Destra e della Chiesa cattolica, iniziata nel 2006 dopo la decisione del governo di fornire gratuitamente il farmaco alle ragazze sotto i 14 anni.

«Questa è una ferita alla costruzione di una società più giusta», ha commentato la presidentessa cilena Michelle Bachelet.

Diálogo sobre un diálogo


A — Distraídos en razonar la inmortalidad, habíamos dejado que anocheciera sin encender la lámpara. No nos veíamos las caras. Con una indiferencia y una dulzura más convincentes que el fervor, la voz de Macedonio Fernández repetía que el alma es inmortal. Me aseguraba que la muerte del cuerpo es del todo insignificante y que morirse tiene que ser el hecho más nulo que puede sucederle a un hombre. Yo jugaba con la navaja de Macedonio; la abría y la cerraba. Un acordeón vecino despachaba infinitamente la Cumparsita, esa pamplina consternada que les gusta a muchas personas, porque les mintieron que es vieja... Yo le propuse a Macedonio que nos suicidáramos, para discutir sin estorbo.

Z (burlón) — Pero sospecho que al final no se resolvieron.

A (ya en plena mística) — Francamente no recuerdo si esa noche nos suicidamos.

Jorge Luis Borges, El hacedor, 1960

Le ragioni del cuore


Stati Uniti, 12 anni fa: Remus T. Graham, detto «Sonny», è in lista d'attesa per un trapianto cardiaco. E il cuore arriva. È di Terry Cottle, un trentatreenne di Charleston che si è appena sparato un colpo di pistola.

Graham vuole ringraziare i suoi benefattori: inizia a scrivere lettere alla famiglia del donatore e, a gennaio '97, ne incontra la vedova. «Mi sono sentito come se l'avessi conosciuta per anni», dice Graham di Cheryl Cottle. Non riesce a distogliere lo sguardo da lei, è come ipnotizzato.

Nel 2001 Graham acquista una casa a Vidalia, Georgia, per Cheryl e i suoi quattro figli. Tre anni dopo la sposa.

Primo aprile 2008: Sonny Graham è trovato morto nella casa di Vidalia, in cui abita assieme a Cheryl.

Si è appena sparato un colpo di pistola alla gola.

Nazionalismi e diritti civili


L'adesivo sull'auto con le lettere GZ.

La bandiera con la stella rossa del Bloque Nacionalista Gallego.

Lo scudo di Castelao, figura storica del galleguismo.

Il 26 marzo scorso la Guardia Civil spagnola ha fermato e controllato i cittadini della Galizia che mostravano in pubblico i loro simboli, ritenendoli segni d'appartenenza al Movimento de Libertaçom Nacional Galego. E, mentre la Guardia Civil ha negato di essere a conoscenza di disposizioni relative ai controlli, oggi si parla pure di oscuri interessi politici per creare «un'altra Euskadi» in Galizia.

A cominciare da questa settimana il movimento per i diritti civili distribuirà fra i cittadini 5.000 adesivi con le lettere GZ, da applicare sulle automobili, per spingerli ad aggiungersi al gruppo degli «individui sospetti».

Astronomia del Web: i buchi neri


Qual è il motivo per cui a volte non riusciamo a entrare in un sito?

È offline? Lo stanno aggiornando?

O forse la risposta è qualcosa di più misterioso?...

I giardini di Tokyo


Il meraviglioso portfolio di immagini in bianco e nero di Tim Porter (link).

mercoledì

Una canzone d'amore


A te che sei l’unica al mondo
L’unica ragione per arrivare fino in fondo
Ad ogni mio respiro
Quando ti guardo
Dopo un giorno pieno di parole
Senza che tu mi dica niente
Tutto si fa chiaro
A te che mi hai trovato
All’ angolo coi pugni chiusi
Con le mie spalle contro il muro
Pronto a difendermi
Con gli occhi bassi
Stavo in fila
Con i disillusi
Tu mi hai raccolto come un gatto
E mi hai portato con te
A te io canto una canzone
Perché non ho altro
Niente di meglio da offrirti
Di tutto quello che ho
Prendi il mio tempo
E la magia
Che con un solo salto
Ci fa volare dentro all’aria
Come bollicine
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo
Senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
Ed il mio grande amore
A te che io
Ti ho visto piangere nella mia mano
Fragile che potevo ucciderti
Stringendoti un po’
E poi ti ho visto
Con la forza di un aeroplano
Prendere in mano la tua vita
E trascinarla in salvo
A te che mi hai insegnato i sogni
E l’arte dell’avventura
A te che credi nel coraggio
E anche nella paura
A te che sei la miglior cosa
Che mi sia successa
A te che cambi tutti i giorni
E resti sempre la stessa
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
A te che sei
Essenzialmente sei
Sostanza dei sogni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che non ti piaci mai
E sei una meraviglia
Le forze della natura si concentrano in te
Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
A te che sei l’unica amica
Che io posso avere
L’unico amore che vorrei
Se io non ti avessi con me
a te che hai reso la mia vita bella da morire, che riesci a render la fatica un immenso piacere,
a te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande,
a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più,
a te che hai dato senso al tempo senza misurarlo,
a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore,
a te che sei, semplicemente sei, sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei…
e a te che sei, semplicemente sei, compagna dei giorni miei… sostanza dei sogni…

Jovanotti, A te, 2008

Blog Kills


Dormono — se dormono — appena poche ore. Vivono nell'angoscia di perdere anche una sola notizia, o di non essere abbastanza veloci da essere i primi a pubblicarla. E alla fine si ammalano o, peggio, muoiono.

Come è successo recentemente a Russel Shaw, blogger di tematiche tecnologiche, stroncato da un attacco di cuore a 60 anni. O al cinquantenne Marc Orchant, altro blogger tecnologico, morto sempre per problemi cardiaci. È invece andata meglio a Om Malik, sopravvissuto a un infarto a dicembre.

«Non sono ancora morto», ha detto Michael Arrington di TechCrunch. Negli ultimi tre anni col suo blog ha guadagnato moltissimo, soprattutto in pubblicità, ma ormai è affetto da un grave disordine del sonno; inoltre è stato costretto a trasformare la sua casa in ufficio per se stesso e per altri quattro collaboratori. «A un certo punto», ammette Arrington, «avrò un esaurimento nervoso e mi ricovereranno in ospedale, oppure mi succederà qualcos'altro».

martedì

Anni 60

Oggi Patty Pravo compie 60 anni.

Conflitti nucleari regionali


Lacerazioni nello strato d'ozono. Conseguente aumento dei raggi UV e dei danni (fino al 213 % in più) al DNA — con escalation dell'incidenza dei tumori in Nordamerica ed Eurasia. Crisi degli ecosistemi. Inverno nucleare.

Non si tratta degli effetti d'una guerra atomica planetaria, ma solo dell'esito d'un eventuale conflitto a livello regionale (ad esempio tra l'India e il Pakistan) con impiego di armi nucleari.



Lo afferma Michael Mills, ricercatore della University of Colorado di Boulder, insieme ad altri autori, nello studio della National Academy of Sciences americana Massive global ozone loss predicted following regional nuclear conflict.

Iraq No Limits


Nessun limite di tempo per l'impegno delle truppe USA in Iraq.

Così risulta da un progetto confidenziale d'accordo strategico fra il governo degli Stati Uniti e quello iracheno, con data 7 marzo, passato alla testata britannica «The Guardian».

lunedì

Piccole guerre quotidiane (2)


3.520: il numero dei militari occidentali morti nella seconda guerra del Golfo tra l’aprile del 2003 e l’aprile del 2007.

5.252: il numero dei caduti sul lavoro in Italia dal 2003 all’ottobre 2006.

Primo contatto

«La probabilità che si tratti di un tizio piccolo, verde, e con dei grossi occhi a palla, è abbastanza remota.»

Così ha detto Seth Shostak, astronomo del SETI Institute, in un'intervista alla MSNBC riguardo a un eventuale incontro tra umanità e forme di vita aliena.

Per Shostak non dobbiamo attenderci un faccia-a-faccia, ma, plausibilmente, un contatto con strutture sintetiche, artificiali.

Il testo dell'intervista

Made in China

(Vignetta tratta da bonny-ed.blogspot.com)

venerdì

In a Station of the Metro

Photobucket

The apparition of these faces in the crowd;
Petals on a wet, black bough.

Ezra Pound, 1913

4 aprile 1975

4 aprile 1975: Bill Gates e Paul Allen dànno vita a una piccola compagnia.

La chiamano «Micro-soft».


(Foto: Doug Wilson/Corbis)

Gatti che progettano la fuga


La sincerità sul Web

«Sei una top-model? Good!!! Io sono campione di ballo da sala. Faccio anche surf e parapendio. Di che segno sei?»

Nazirock

giovedì

Diritto naturale

«C'è una norma di diritto naturale: se lo Stato ti chiede un terzo di quanto guadagni, allora la tassazione ti appare una cosa giusta, ma se ti chiede il 50-60% di ciò che guadagni, come accade per molte imprese, ti sembra una cosa indebita e ti senti anche un po' giustificato a mettere in atto procedure di elusione e a volte anche di evasione.»

Silvio Berlusconi, ospite della Associazione Nazionale Costruttore Edili

Piccole guerre quotidiane (1)

(Foto di Cole Thompson)
Ogni giorno in Italia si verificano in media 617 incidenti stradali, che causano la morte di 15 persone e il ferimento di altre 860.

Nel complesso, nell’anno 2005 sono stati rilevati 225.078 incidenti stradali, che hanno causato il decesso di 5.426 persone, mentre altre 313.727 hanno subito lesioni di diversa gravità.

(Fonte: istat.it)

Tibet, Internet e percezione della realtà


In questi giorni questa foto sta facendo il giro del mondo: soldati cinesi con abiti da monaco tibetano. Pechino avrebbe inviato falsi monaci in Tibet allo scopo di provocare scontri e violenze? Migliaia di internauti se lo sono chiesto.

In realtà la fotografia risulta essere già stata pubblicata in passato, esattamente nel 2003, e ritrae dei soldati occasionalmente impegnati nelle riprese di un film come figuranti nel ruolo, per l'appunto, di monaci buddhisti (i veri monaci, infatti, non avevano accettato di interpretare se stessi)...

mercoledì

Dillo alla regina


Il 31 marzo è stato lanciato il canale YouTube della regina di Giordania, Rania Al Abdullah.

L'obiettivo della regina, ex dipendente della Apple, sarebbe quello di mostrare dall'interno il vero volto dell'Islam e del mondo arabo, con un'attenzione particolare ai giovani.

Etiopia: i custodi dell'Arca Perduta

La storia dell'arrivo dell'Arca dell'Alleanza ad Aksum (link).

(Immagine tratta da smithsonianmag.com)

Cronaca di una (strana) conversione


Ho visto su “Panorama” uscito oggi il fotoracconto della vita di Magdi Allam, dalla nascita alla conversione pasquale, tratto in parte dall’album privato.

Dunque, su nove immagini pubblicate, in una compare con suor Piera (a quattro anni), in una con suor Lavinia (a dieci anni), in una tra i boy scout cattolici (sempre a dieci anni), in una con don Carlo (a 16 anni), in una al Meeting di Rimini (cinque anni fa) e in un’altra durante un corteo in difesa dei cristiani in Medio Oriente (un anno fa).

Ecco, io ho tutto il rispetto per la ricerca interiore di Dio, ma qualcuno mi sa dire da quale religione Allam si è convertito la settimana scorsa al cattolicesimo?

28 marzo 2008: Alessandro Gilioli a proposito del battesimo del giornalista Magdi Allam

Wrestling di nani


«I'm four-foot-four and totally hardcore. There's nothing little about me.»

Steve «Puppet the Psycho Dwarf» Richardson, wrestler nano

Aprile è il più crudele dei mesi


April is the cruellest month, breeding
Lilacs out of the dead land, mixing
Memory and desire, stirring
Dull roots with spring rain.

Thomas Stearns Eliot, The Waste Land, 1922

Il testo completo qui