mercoledì

Blog Kills


Dormono — se dormono — appena poche ore. Vivono nell'angoscia di perdere anche una sola notizia, o di non essere abbastanza veloci da essere i primi a pubblicarla. E alla fine si ammalano o, peggio, muoiono.

Come è successo recentemente a Russel Shaw, blogger di tematiche tecnologiche, stroncato da un attacco di cuore a 60 anni. O al cinquantenne Marc Orchant, altro blogger tecnologico, morto sempre per problemi cardiaci. È invece andata meglio a Om Malik, sopravvissuto a un infarto a dicembre.

«Non sono ancora morto», ha detto Michael Arrington di TechCrunch. Negli ultimi tre anni col suo blog ha guadagnato moltissimo, soprattutto in pubblicità, ma ormai è affetto da un grave disordine del sonno; inoltre è stato costretto a trasformare la sua casa in ufficio per se stesso e per altri quattro collaboratori. «A un certo punto», ammette Arrington, «avrò un esaurimento nervoso e mi ricovereranno in ospedale, oppure mi succederà qualcos'altro».

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