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martedì

Bambini-fantasma

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«... A lanciare l’allarme sull’impossibilità per i genitori clandestini di riconoscere i propri figli al momento della nascita è stato Giovanni Daveti, il funzionario responsabile per gli affari che riguardano la comunità cinese per la prefettura di Prato. “Nel pacchetto sicurezza – ha detto Daveti – è inserita una norma che obbliga i clandestini a mostrare il permesso di soggiorno negli atti di Stato civile. Attualmente non abbiamo alcuna circolare che ci spieghi come comportarci nel dettaglio: dall’8 agosto, quando entrerà in vigore la legge, quindi noi avremo neonati che non potranno essere riconosciuti dai genitori, se entrambi clandestini. L’unica via praticabile sembra quella di affidarli ai servizi sociali. Solo nei primi sei mesi del 2009 a Prato sono nati 412 bambini in questa condizione”...»

Da Clandestina? Non puoi essere madre — Il Tirreno, 28 luglio 2009: leggi tutto

venerdì

Il silenzio dell’Islam

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«Come mai il mondo islamico non ha reagito davanti alla repressione del regime cinese nei confronti degli uiguri, anche loro musulmani? Se lo chiedeva qualche giorno fa Foreign Policy, ricordando che in altre occasioni – anche molto meno gravi, dalle vignette danesi in poi – le reazioni dei leader religiosi non si erano fatte attendere.

“Dal 1990 il governo cinese ha portato avanti delle politiche sistematicamente discriminatorie nei confronti degli uiguri. È stato vietato loro di parlare la loro lingua; è stato proibito ai dipendenti pubblici di lasciare crescere la barba, di pregare e digiunare durante l’orario di lavoro. Gli uiguri sono discriminati nell’istruzione e nella sanità, negli affitti e nel mercato del lavoro. Ogni protesta contro queste discriminazioni è stata duramente repressa. La repressione degli uiguri si è intensificata dopo gli attacchi dell’11 settembre, quando diversi leader politici furono incarcerati con l’accusa di avere collegamenti con terroristi islamici stranieri”...»

Il silenzio dell’islam sugli uiguri (da Internazionale.it) — leggi tutto

L'articolo di Foreign Policy, Mute Muslims

lunedì

Il massacro nascosto

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Più di 20.000: il numero dei civili tamil uccisi durante le ultime fasi della guerra civile in Sri Lanka.

Il massacro nascosto in un video esclusivo di Timesonline.

Press the 8

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Più di 70 organizzazioni della società civile per "schiacciare" gli 8 grandi e il loro disinteresse per i più deboli.

Il sito della Coalizione Italiana contro la Povertà

venerdì

Il manganello e il silenzio


«Caro signor Grillo,
sono Edoardo, ho 22 anni, studio alla facoltà di Scienze Naturali di Pisa e collaboro come free lance con il giornale toscano "il Tirreno". Venerdì pomeriggio io e un amico ci siamo recati alla facoltà di Giurisprudenza per assistere all'incontro con il senatore Marcello Pera, il quale doveva presentare un libro. L'idea era quella di provare a fare qualche domanda, ma purtroppo le cose non sono andate così. Arrivati davanti alla facoltà, ci siamo uniti al sit-in di protesta, poichè la facoltà era stata blindata. I poliziotti in tenuta antisommossa non hanno permesso a noi studenti di entrare nella facoltà e hanno intimato il dietrofront. noi abbiamo fatto un cordone non violento e, a mani alzate, abbiamo continuato a chiedere a gran voce di darci la possibilità di partecipare al dibatittito... non l'avessimo mai fatto... come potrà rendersi conto dai video, è bastato un minuto perchè gli animi dei ragazzi della celere si infiammassero. Abbiamo subito tre cariche e molti ragazzi si sono fatti male. alcune ragazze hanno ricevuto manganellate sugli arti, io ho una mano lussata e molti giovani che non conoscevo si sono ritrovati con la testa rotta... io non la chiamo per chiederle solidarietà (o forse si), ma le persone che sono finite negli scontri non erano "facinorosi", bensì giovani studenti che erano li per caso: a pensi che all'ospedale ho incontrato due ragazzi di 18 anni, due studenti calabresi che vivono a Pisa per fare l'università da nenche sei mesi, apolitici, che volevano solo assitere al dibattito.... il fatto è questo ....oltra al danno la beffa.....è vero che nel video alcuni ragazzi hanno acceso un fumogeno....ma da qui a pensare che otto poliziotti si siano feriti mi viene da ridere....io c'ero...e non sono un violento.....più sono saliti i nostri ferit, più aumentavano quelli dei poliziotti..... il fatto è che dai video si vede che siamo stati aggrediti....eppure stanno incominciando a fioccare le denunce contro di noi (resistenza???) e la stampa nazionale ha riportato solo i feriti della celere ... io sono sconvolto signor Grillo, qui è sempre peggio... se persino una città con un forte animo di sinistra come Pisa incomincia a vedere queste cose vuol dire che qualcosa è definitivamente cambiato....io la prego di rispondermi, anche solo per dirmi "non mi interessa" , la prego davvero... sono tre giorni che non dormo....
Chiedo scusa per al lettera che riporta le notizie senza né capo nè coda ma mi sento ancora molto scosso....sul sito di Pisa notizie potrà visionare i video...» Edoardo

Dal sito di Beppe Grillo

lunedì

Ricapitolando (Mortificazioni italiane)

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La foto di Eluana

In certe occasioni, un’immagine non vale più di mille parole. Al contrario, una fotografia può distorcere la realtà e servire da alibi in una battaglia tanto sterile quanto ingiusta. In Italia se n’è prodotto un esempio chiaro nella morte di Eluana Englaro, la donna di 38 anni morta dopo averne passati 17 in stato vegetativo a causa di un incidente d’auto avvenuto quando ne aveva 21. La sua famiglia ha patito un calvario giudiziario di dieci anni per ottenere il diritto di non prolungarle la vita artificialmente, in un paese dove non esiste una legge sul testamento biologico come quella spagnola e che non permette l’eutanasia.
Che tipo di stato obbliga i suoi cittadini a lottare tanto per un obiettivo così disgraziato? Che tipo di società insulta e maltratta un padre che vede come unico cammino per riconquistare la volontà di sua figlia (la quale aveva espresso con chiarezza il suo desiderio di non voler vivere nelle condizioni che le sono toccate), quello di permettere che muoia di fame e sete? Eluana che sorride sulla neve. Eluana con il cappello guardando verso la macchina fotografica. Eluana che si copre con la tenda della doccia, scherzando con chi la stava ritraendo.
Questa non era la malata di 40 chili, piagata, atrofizzata e irrecuperabile alla quale il padre faceva visita tutti i giorni e che il primo ministro Silvio Berlusconi non ha voluto conoscere, nonostante sia stato invitato. Perchè, lì o quì, è più facile fare leggi contro gli altri poteri dello stato e contro il sentimento comune, se non si affronta la dura verità, questo è lo stato attuale delle cose. La sera in cui Eluana moriva, i politici litigavano come gatti cercando di portar avanti, con urgenza, una legge che la attaccasse per sempre alla macchina, un testo irrazionale, che poi è stato ritirato perchè spaventoso, persino per i medici ultraconservatori.
Quella stessa sera, la maggioranza degli italiani sceglieva in televisione tra i programmi sul caso di Eluana e il Grande Fratello. Ha vinto quest’ultimo, trasmesso in uno dei canali di Berlusconi. L’audience ha preferito la finzione più dolce e inutile, convenientemente impacchettata e pronta per essere consumata. L’altra finzione, la ragazza mora esultante che in qualsiasi momento si sarebbe alzata dal letto, era troppo difficile da mandar giù.
La Chiesa cattolica, non voleva perdere una partita sul suo campo. Magari si fosse mostrata così belligerante quando venivano bombardate case piene di bambini a Gaza o quando il governo perseguita gli immigrati che scappano dalla fame a due passi dai suoi templi. Dimenticando uno dei principi più belli della sua religione, la compassione per la sofferenza del prossimo, i fedeli hanno montato decine di altarini con la foto della bella ragazza che non esisteva più. Dimenticando anche che Gesù Cristo ebbe la possibilità di scappare ma, avvalendosi della sua libertà personale, preferì seguire il suo cammino, quello di una morte certa.


(12 febbraio 2009: traduzione di Italia dall'estero.info dal «Diario de Mallorca» — leggi l'articolo originale)

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Senza coscienza

Il corpo indifeso di Eluana Englaro ha dovuto partecipare alla prova generale per verificare quanto siano labili i confini dello Stato di Diritto in Italia. E il fatto che il Vaticano abbia cinicamente applaudito rinnova il dubbio, se lì si sia arrivati nel 21° secolo.
Eluana Englaro è morta. Ma ha dovuto recitare fino all’ultimo il triste ruolo a cui il Presidente del Consiglio italiano l’ha costretta al termine della sua vita. Apparentemente allo scopo di salvare la giovane donna in coma da 17 anni, Silvio Berlusconi voleva imporre oggi [martedì] una legge che avrebbe confermato la sua vocazione ad essere l’uomo forte che se ne frega delle regole quando c’è da fare del bene. Sulle questioni dell’inizio e della fine della vita si può e si deve discutere. Della dimensione politica di tutto ciò, invece, c’è poco da discutere. Il Presidente della Repubblica Napolitano non ha firmato un primo decreto di Berlusconi perché in esso vedeva calpestata la separazione dei poteri. Ma anche una legge – se dovesse comunque andare in porto – sarebbe contraria alla Costituzione, perché sarebbe intesa ad invalidare con effetto retroattivo una sentenza di tribunale. Non si è trattato di dare un aiuto – sono anni che si attende una legge sul testamento biologico. Si è trattato invece delle prove generali, a spese del corpo indifeso della Englaro, per verificare quanto labili siano i confini dello Stato di Diritto. E il fatto che il Vaticano abbia applaudito questo cinico gesto fa sorgere nuovi dubbi, dopo quelli sulla questione dei lefebvriani, se lì si sia davvero arrivati nel 21° secolo.


(10 febbraio 2009: traduzione di Italia dall'estero.info da «Der Tagesspiegel» — leggi l'articolo originale)

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Il destino di una donna in coma lasciato nelle mani di Berlusconi

Il Primo Ministro vuole una legge per prevalere sulla Corte di Cassazione.

Il caso strappalacrime di una donna in stato di coma da 17 anni e del padre che combatte perché possa cessare di vivere é stato trasformato dal Primo Ministro Silvio Berlusconi, con il silenzioso ma robusto sostegno del Vaticano, nel tentativo di scavalcare la Costituzione italiana accrescendo in tal modo i suoi poteri.
Eluana Englaro, di 38 anni, quando aveva 21 anni ha subito un grave danno cerebrale a causa di un incidente automobilistico che l’ha ridotta in uno stato vegetativo permanente. Dopo aver lottato per anni nei tribunali per fermare l’alimentazione forzata, suo padre Beppino, lo scorso anno ha finalmente vinto la battaglia con la Corte di Cassazione, la massima Corte in Italia. Ma i politici cattolici, sostenuti dalle gerarchie ecclesiastiche, hanno continuato a combattere malgrado il verdetto della Corte. Il caso é così diventato una battaglia di carattere nazionale per la coalizione “per la vita”.
Ora Eluana é in una clinica nel nord-est Italia, a Udine, dove i medici stanno gradualmente diminuendo l’alimentazione sostituendola con sedativi e anti-convulsivi. Ma in settimana Berlusconi ha provato a introdurre un cosiddetto decreto legge (in italiano nel testo, N.d.T.), un diktat ufficiale, per obbligare la clinica a riprendere l’alimentazione forzata.
Il capo dello Stato, il Presidente Giorgio Napolitano, ha rifiutato di firmare il decreto perché esso “non ha superato le obiezioni di incostituzionalità”. Berlusconi é stato respinto pertanto dal capo dello Stato e dalla più alta Corte del Paese ma ciò non lo ha fermato.
Invece, ha annunciato la sua intenzione immediata di creare una regolare legge facendola passare in entrambe le Camere del Parlamento entro tre giorni, in modo da scongiurare così la morte di Eluana. Berlusconi ha detto: “Per come la vedo io, dobbiamo fare tutto il possibile per evitare la morte di una persona la cui vita é in pericolo non a causa del danno cerebrale. Si tratta di una persona che respira autonomamente, una persona le cui cellule cerebrali sono vive e inviano segnali elettrici, una persona che ipoteticamente può concepire un figlio”.
L’ultima affermazione ha provocato stupore e disgusto; é sembrato che Berlusconi abbia voluto ridurre la femminilità allo status di macchina per la riproduzione. Secondo un’altra angolatura, la sfida alle più alte istituzioni statali da parte del Primo Ministro é stata interpretata come un attacco alla costituzione. Berlusconi ha risvegliato i timori che i poteri del Primo Ministro vengano accresciuti a detrimento dei poteri che li controbilanciano. Prima di Natale, ha detto ai giornalisti di avere intenzione di muovere l’Italia verso un sistema presidenziale, così da poter disporre di “velocità nel prendere decisioni e più ampi poteri”, in linea con “gli altri paesi”. Ora i suoi critici temono che abbia trovato lo strumento ideale.
James Walston, un professore di Politica Italiana all’Università Americana di Roma, ha detto: “Ha tagliato fuori la magistratura, il Presidente e il Parlamento. Se il decreto passerà, la carica di Primo Ministro sarà molto più potente perché così si sarà sbarazzato definitivamente di quei poteri che mantengono il controllo su di lui”.
Ma Gianfranco Fini, il Presidente della Camera dei Deputati ha detto ieri: “Qual é il limite tra un vegetale e un essere vivente? Ritengo che solo i genitori di Eluana abbiano il diritto di dare una risposta a questa domanda”.


(9 febbraio 2009: traduzione di Italia dall'estero.info da «The Independent» — leggi l'articolo originale)

Copertine

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Il sito di «Internazionale»

martedì

Calvario italiano

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(Foto: Virginia Harold)

«Eluana Englaro era "irriconoscibile" rispetto alle foto che tutti conoscono e vederla nel letto della casa di riposo La Quiete di Udine "è stato devastante": è la testimonianza della giornalista della Rai Marinella Chirico, che domenica pomeriggio ha visitato la donna, su invito dei genitori. La giornalista ha trascorso circa tre ore nella stanza di Eluana.

"Eluana - ha raccontato Marinella Chirico - era esattamente così come si può immaginare possa essere una donna in stato vegetativo da 17 anni: assolutamente irriconoscibile rispetto alle foto che si vedono. Una donna completamente immobile, che gli infermieri e i sanitari erano costretti a spostare ogni due ore per evitare che il corpo si piagasse. Le orecchie avevano delle lesioni perché l'unica parte che non si poteva tutelare era questa. Era una situazione devastante, emotivamente molto forte l'impatto"...»

Da La testimonianza di una giornalista Rai — "Eluana era irriconoscibile, devastante vederla" (Repubblica.it, 10 febbraio 2009): leggi tutto

mercoledì

Violenza sulle donne: 3 voci

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Italia. Violenza sulle donne: problema culturale

Sono diversi i casi di violenza sulle donne che si sono registrati dall’inizio di quest’anno. Non ultimi gli stupri avvenuti a Roma e a Guidonia che hanno diffuso il panico tra la gente. Ma chissà quante ancora le storie di violenza, anche di quella domestica, che non vengono denunciate, che non hanno la giusta considerazione o non ottengono giustizia. E sarebbero tanti gli esempi da sottoporre, tante le storie finite male… Chi potrebbe mai dimenticare l’orribile vicenda della signora Reggiani: violentata, massacrata, uccisa dalla furia omicida di un uomo senza scrupoli; o l’omicidio di Antonella Multari, accoltellata dall’ex fidanzato Luca Delfino, condannato a soli sedici anni e qualche mese. E di fronte a sentenze tanto vergognose, cresce lo sdegno e la sfiducia delle donne nella giustizia, la paura di non essere adeguatamente tutelate. Ma non è solo la legge a risultare lacunosa rispetto al delicato problema che affligge le donne. La questione è senz’altro culturale, un cancro diffuso nella società, che priva le donne della possibilità di condurre una vita normale, di camminare indisturbate per strada, di indossare ciò che preferiscono, e spesso di vivere la serenità della propria casa. Sì, perché, spesso è proprio la famiglia il luogo più pericoloso, è il proprio compagno il vero nemico. Allora non solo occorrono leggi che puniscano in maniera seria chi si macchia di tali, deplorevoli reati, di fondi per i centri antiviolenza, la cosa forse più importante è quella di educare le persone e soprattutto le nuove generazioni al rispetto e al biasimo verso la violenza, che mai e in nessun caso può colpire i più deboli.

(Fonte: Retesei.com, 26 gennaio 2009)

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Paura, esasperazione, autodifesa. Ciò che resta della giustizia

Ingiustizia è fatta. I reati sono in aumento e, rispetto al 2007, crescono proprio quelli che destano maggiore allarme sociale: le violenze sessuali (+19%) e i reati di pedofilia (+10%).

Emerge dai dati diffusi all'inaugurazione dell'Anno giudiziario. Un vero e proprio boom per gli stupri. Con una risposta insoddisfacente da parte della giustizia, anzi sconcertante per certi versi come la concessione degli arresti domiciliari allo stupratore dell'ultimo dell'anno e dei due romeni di Guidonia.
La nostra denuncia di due giorni fa di una preoccupante deriva buonista e della necessità di mettere mano alla riforma dei crimini di violenza sessuale è a questo punto urgente. È indispensabile non solo escludere gli arresti domiciliari ma recepire le legittime aspettative di sicurezza delle donne. Peraltro alcune giuriste eccellenti, tra le quali l'avvocato Stefania Guglielmi, impegnata tra le fila di una storica associazione femminile, hanno sostenuto un "rafforzamento" dell'art. 609 bis del codice penale, come modificato dalla legge del 1997, che così definisce il delitto di violenza sessuale: «chiunque (...) costringe taluno a compiere o subire atti sessuali è punito ....». La forzatura dovrebbe essere nel senso di definire la violenza sessuale non come la violenza che chiunque può esercitare su qualunque altra persona, ma anche come la violenza dell'uomo sulla donna...

(Fonte: Alessandra Servidori, Il Tempo.it, 2 febbraio 2009 — leggi tutto)

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Violenza Rumena

Da alcune ricerche è emerso che gli Stranieri di nazionalita rumena sono al primo posto in Italia nel numero di denunce e arresti per omicidi volontari consumati, violenze sessuali, furti d'auto, rapine in abitazione, rapine in esercizi commerciali. In Italia è, in particolare, in testa la criminalita' di origine rumena insieme a quella marocchina e a quella albanese.
La criminalita' rumena ha fatto registrare la percentuale più alta sul totale degli stranieri denunciati nel 2006 per omicidio volontario, per le violenze sessuali, per furti di autovetture, per le rapine in abitazione, per il furto con destrezza, per le rapine negli esercizi commerciali, per le estorsioni e si e' classificata al secondo posto nei furti con strappo, nelle rapine 'in pubblica via' e nelle truffe e frodi informatiche, preceduta dal Marocco. Anche dal ministero dell'Interno sono state fatte delle considerazioni, in particolare territoriali. Con la sola eccezione del contrabbando, è stato rilevato che nelle regioni del Centro-Nord la quota di stranieri denunciati e' stata, di gran lunga, superiore a quella registrata nelle regioni del Mezzogiorno. Questo dato è sempre più in crescita. Nel 2006, infatti, ormai oltre un denunciato per omicidio su tre e' straniero. Per il Viminale e' importante sottolineare che la netta maggioranza di questi reati viene commessa da stranieri irregolari, mentre quelli regolari hanno un comportamento simile alla popolazione italiana, popolo rispettoso e pieno di valori;ciò non toglie che molti reati vengono commessi anche da stranieri con regolare permesso di soggiorno. Nella graduatoria tra i primi vi sono i reati di furto con destrezza, furto di automobile, furto in appartamento. Tra i secondi vi sono gli omicidi consumati e gli omicidi tentati, il contrabbando, le estorsioni, le lesioni dolose, la violenza sessuale, lo sfruttamento della prostituzione. Sul sito "Repubblica.it forum italo-romeno" è stato pubblicato un dialogo contro la violenza romena. Ci sono alcuni che sostengono che lo straniero, il musulmano, il romeno, sta diventando UN CAPRO ESPIATORIO per gli insuccessi e i fallimenti degli italiani a livello politico, sociale ed economico, per loro è solo una criminalizzazione del popolo Romeno. In questi giorni i media tradizionali stanno letteralmente FACENDO A PEZZI la credibilità e la dignità di un popolo, per colpa di qualche loro connazionale. E’ veramente deprimente che in TV e sui giornali si dia solo spazio ai Romeni violenti e criminali, e non si ricordi che molte delle badanti, baby sitter, per non parlare di muratori e operai, provengono da quella nazione e non hanno nulla a che vedere con alcuni delinquenti. Gli italiani, dal punto di vista di questi, stanno diventando sempre più xenofobi e razzisti. Molti altri la pensano diversamente: essi, infatti non ritengono che i fallimenti del nostro paese siano dovuti esclusivamente a loro. Nell'ultimo anno i reati commessi dai rumeni sono aumentati notevolmente ed è più che giusto che i media ne parlino per sensibilizzare e allertare sempre più il popolo italiano. Questi ultimi sostengono che i rumeni, in particolare, hanno comesso omicidi per futili motivi quali rapine per pochi soldi, stupri, violenze e maltrattamenti su anziani. In conclusione, la paura verso gli stranieri e il razzismo non è un pregiudizio a priori verso di loro ma è un atteggiamento di chiusura nei loro confronti dovuto al loro ostile comportamento verso il paese che li ospita. L'Italia sarebbe anche disposta a superare questo "muro", se solo vi fosse una collaborazione reciproca cosa che finora non è avvenuta nonostante la Romania nel 2007 sia entrata a far parte dell'unione europea.

(Fonte: blog Immigrazione rumena in Italia)

(Illustrazioni: Colette Calascione)

venerdì

Peccato mortale

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(Foto: Dureks)

Da «Il Sole 24 Ore»: Il Vaticano: l'Onu non depenalizzi l'omosessualità

Da Change.org: The Vatican's Grotesque Approach to Homosexuality

Vergogna

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Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! Ver-go-gna! 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G8, sentenza choc sul massacro della DiazVertici polizia assolti. L'aula: "Vergogna" (da Repubblica.it di Genova)

giovedì

Nazionalismi e diritti civili


L'adesivo sull'auto con le lettere GZ.

La bandiera con la stella rossa del Bloque Nacionalista Gallego.

Lo scudo di Castelao, figura storica del galleguismo.

Il 26 marzo scorso la Guardia Civil spagnola ha fermato e controllato i cittadini della Galizia che mostravano in pubblico i loro simboli, ritenendoli segni d'appartenenza al Movimento de Libertaçom Nacional Galego. E, mentre la Guardia Civil ha negato di essere a conoscenza di disposizioni relative ai controlli, oggi si parla pure di oscuri interessi politici per creare «un'altra Euskadi» in Galizia.

A cominciare da questa settimana il movimento per i diritti civili distribuirà fra i cittadini 5.000 adesivi con le lettere GZ, da applicare sulle automobili, per spingerli ad aggiungersi al gruppo degli «individui sospetti».