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martedì

Scelta suicida

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«... Si tratta di una scelta suicida, Franceschini, glielo diciamo chiaramente. Una linea che non fa altro che rinforzare il suo “nemico”, compattandogli intorno gli stessi elettori dubbiosi a 15 giorni dall’appuntamento elettorale. Ed è inutile invocare come termine di paragone la realtà americana o anglosassone in cui un’eventuale bugia del Premier, anche su un terreno privato, appare grave perché si riflette su quello pubblico. Qui non siamo negli Usa nè in Gran Bretagna. Siamo in Italia, e benché si faccia forse più gossip che in ogni altro paese occidentale, storicamente la cosa non influisce minimamente sul voto.

Franceschini sta trascinando il suo partito in un baratro ancora più profondo di quello che aveva scavato Veltroni, anche se la cosa appare impossibile. E tocca consigliargli di prendere esempio da Di Pietro, che a Berlusconi non gliene sconta una, ma sulla questione Noemi ha scelto un profilo più basso, preferendo attaccarlo sulle cose concrete.

E gli argomenti non mancano.»

L'ossessione di Franceschini per Noemi Letizia. Cui prodest? (fonte: Polis blog.it)

La sinistra invertebrata

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«... E così il profondo divario di sensibilità che si era creato tra le classi colte e quelle popolari ha reso il paese indifeso di fronte alla controrivoluzione dell'impero televisivo di Berlusconi. La sua tv ha nutrito l'immaginario popolare con un mucchio di idiozie e invenzioni volgari. Non sapendo come affrontare questi cambiamenti, per una decina d'anni il Pci ha cercato di resistergli.

L'ultimo vero leader del partito, Enrico Berlinguer, ha incarnato l'austerità e il disprezzo per l'autoindulgenza e l'infantilismo del nuovo mondo dei consumi materiali e culturali. Dopo la sua morte, il passaggio dal rifiuto intransigente di quei valori all'entusiastica capitolazione politica e culturale è stato brevissimo.

E Walter Veltroni ha finito con il somigliare sempre di più alle figurine sorridenti degli album che aveva distribuito con l'Unità quando era direttore del giornale...»

Perry Anderson, La sinistra invertebrata (da Internazionale.it) — leggi tutto

venerdì

«L’era Silvio? Non avevamo capito nulla»

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«E quando, il 26 gennaio del 1994, Berlusconi registrò il suo primo messaggio televisivo, mettendo una calza da donna davanti all’obiettivo della telecamera per garantirsi così un effetto visivo più fascinoso?

"Pensammo fosse una roba poco seria. E sbagliammo. Perché lui, invece, aveva già intuito come la nuova società italiana stesse cambiando e, alla verità del merito, tipica della nostra storia comunista, si stesse sovrapponendo la verità della forma"...»

Intervista a Luciano Violante: «L’era Silvio? Non avevamo capito nulla» (Fabrizio Roncone su Corriere.it, 27 marzo 2009) — leggi tutto

mercoledì

Intervista a Berlusconi

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(Immagine: Sospensorio)

«Io non sono un uomo di destra. La ragione dell’ampio consenso di cui godo in Italia è dovuta al fatto che le vecchie ideologie non contano più. Chiunque insista a farsene portavoce, è punito dal voto. [...] La sinistra è ancora sotto il ricatto del fanatismo ambientalista. Se avesse vinto avrebbe continuato a perdere tempo prezioso prima di affrontare la politica energetica del paese. Sotto il ricatto delle autorità locali, non avrebbe mai potuto risolvere il problema dei rifiuti. Sotto il ricatto delle minoranze sindacali non avrebbe mai accettato di applicare i criteri di meritocrazia nella pubblica amministrazione e nell’istruzione. [...] Tuttavia la crisi dell’opposizione non può far piacere a nessuno. Anzi, è preoccupante. Il ruolo della minoranza in una democrazia è indispensabile ed è necessario poterlo esercitare in modo costruttivo. Sfortunatamente però, la crisi dell’opposizione italiana sembra destinata a durare a lungo...»

Silvio Berlusconi, primo ministro italiano: “Sono sempre stato assolto perchè i giudici imparziali sono la maggioranza” — da Italiadallestero.info, 8 marzo 2009: leggi tutto

L'articolo originale su El Mundo.es

martedì

The Day After


Il disastro annunciato si è compiuto. Lo avevamo previsto (non è elegante dirlo, ma qui è indispensabile). Veltroni e il Partito Democratico avevano scommesso di vincere. Tecnicamente hanno perduto.

Il risultato è che hanno consegnato l'Italia a Berlusconi e alla Lega. La responsabilità è interamente la loro. Su un aspetto Veltroni ha vinto chiaramente: ha liquidato la sinistra.

In tutti i sensi: l'ha eliminata dal Partito Democratico, che ora è un'altra cosa, irreversibilmente (almeno fino a che esisterà come tale). E ha demolito la Sinistra Arcobaleno, che ora, addirittura, non sarà più rappresentata in una delle due Camere.

La Sinistra Arcobaleno ha ottenuto quello che ha cercato: una disfatta totale. Per reggere avrebbe dovuto capire la cosa più elementare ed evidente: che doveva puntare alla conquista di quella parte degli elettori del Partito Democratico che è ancora “di sinistra”.

Ma per fare questo doveva distinguersi, smarcarsi nettamente e segnalare la sua diversità. Ma, poiché questa diversità non c'era, non ha saputo farlo. Come risultato ha perduto voti proprio in quella direzione (il voto “utile” per fermare Berlusconi, che alla fine si è rivelato non solo inutile ma catastrofico).

Giulietto Chiesa, Il disastro si è compiuto, 14 aprile 2008, ore 21.00