«Dopo l'inchiesta di "Report", il programma di Milena Gabanelli che ha alzato il velo sulla gestione dei rifiuti a Roma e la commistione di interessi tra privati e politica, l'assessore della Regione Lazio Mario Di Carlo si è subito fatto da parte. Di Carlo, responsabile delle politiche per la Casa, ha avuto nel tardo pomeriggio un incontro di circa un'ora con il presidente Piero Marrazzo, al quale ha rimesso la delega, che adesso resterà alla presidenza...»
(Rifiuti a Roma, dopo «Report» Di Carlo rinuncia alla delega, da «Il Sole 24 Ore» del 24 novembre 2008 — leggi tutto)
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martedì
L'oro di Roma — Parte seconda
lunedì
L'oro di Roma
«Il 24 giugno 2008, dopo 9 anni di commissariamento straordinario, la regione Lazio è uscita finalmente dall'emergenza con un nuovo piano per i rifiuti che prevede, entro il 2011, la realizzazione di alcuni gassificatori. La commissione europea era sul punto di sanzionare l'Italia perché l'ultimo piano rifiuti che mancava era proprio quello della regione Lazio che ha un bilancio disastroso: solo il 14% di raccolta differenziata contro il 42% della Lombardia. In questi mesi i cittadini romani hanno spesso dato vita a forme di protesta: se si facesse la raccolta differenziata, dicono, non ci sarebbe bisogno di bruciare tutto. La discarica di Malagrotta è la più grande d'Europa, ci finiscono dentro i rifiuti di Roma, Ciampino, Fiumicino e della Città del Vaticano. Appartiene alla società E. Giovi di Francesco Rando, mentre il capitale è dell'avvocato Manlio Cerroni: il monopolista romano dello smaltimento dei rifiuti...»
Paolo Mondani, L'oro di Roma (da «Report» del 24 novembre 2008) — leggi l'articolo per intero; guarda il video
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venerdì
L'informazione che abbiamo
«Di chi è la colpa? Non è colpa di Silvio Berlusconi, di Romano Prodi, di Cicchitto, di Casini, di Caltagirone, e soci. Non è colpa della Casta, né di quella dei giornali coi milioni di euro di prebende, e non è stata colpa di Ingrao, Forlani o Craxi. Non è la Mafia, non sono le logge dei venerabili, né l'Opus Dei, non è Confindustria o la lobby bancaria. La colpa è nostra. Punto. L'informazione che abbiamo è quella che noi italiani vogliamo...»
L'interessantissimo articolo del giornalista Paolo Barnard (ex inviato della redazione di Report) L'informazione è noi. Anche a proposito di Beppe Grillo e Marco Travaglio.
L'interessantissimo articolo del giornalista Paolo Barnard (ex inviato della redazione di Report) L'informazione è noi. Anche a proposito di Beppe Grillo e Marco Travaglio.
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mercoledì
La nostra marmellata (1)
«Finanziamento pubblico all’editoria: 667 milioni euro all’anno
Alcuni esempi:
Libero: 86 mila copie vendute al giorno, prende 5 milioni e 371 mila euro all’anno
L’Unità: 60 mila copie vendute al giorno, prende 6 milioni 400 mila euro all’anno
Liberazione: 15 mila copie vendute al giorno, prende 3 milioni e 700 mila euro all’anno
Il Foglio: 13 mila copie vendute al giorno, prende 3 milioni e mezzo di euro all’anno
Europa: 5 mila copie vendute al giorno, prende poco più di 3 milioni di euro all’anno
Il Riformista: 2 mila copie vendute al giorno, prende 2 milioni e 179 mila euro all'anno
[Dati desumibili dal Dipartimento per l'informazione e l'editoria del Consiglio dei Ministri]
L'argomento è stato trattato più volte da Grillo e altri fascisti-comunisti [sic] ma, facendo un rapido calcolo, si arriva a scoprire che questi giornali prendono:
Libero: 0,17 euro a copia.
L’Unità: 0,29 euro a copia.
Liberazione: 0,68 euro a copia.
Il Foglio: 0,74 euro a copia.
Europa: 1,64 euro a copia.
Il Riformista: 3 euro a copia.
Il direttore de il Riformista merita una menzione speciale, il suo nome è Antonio Polito (ex parlamentare PD), sarebbe da aggiungere alla lista [dei “ladri di marmellata”] ma “purtroppo” non è stato rieletto.»
Dal blog Ladri di marmellata (eccetto il testo tra parentesi quadre)
Ma leggi anche Il finanziamento quotidiano di Bernardo Iovene (Report, 23 aprile 2006)
Alcuni esempi:
Libero: 86 mila copie vendute al giorno, prende 5 milioni e 371 mila euro all’anno
L’Unità: 60 mila copie vendute al giorno, prende 6 milioni 400 mila euro all’anno
Liberazione: 15 mila copie vendute al giorno, prende 3 milioni e 700 mila euro all’anno
Il Foglio: 13 mila copie vendute al giorno, prende 3 milioni e mezzo di euro all’anno
Europa: 5 mila copie vendute al giorno, prende poco più di 3 milioni di euro all’anno
Il Riformista: 2 mila copie vendute al giorno, prende 2 milioni e 179 mila euro all'anno
[Dati desumibili dal Dipartimento per l'informazione e l'editoria del Consiglio dei Ministri]
L'argomento è stato trattato più volte da Grillo e altri fascisti-comunisti [sic] ma, facendo un rapido calcolo, si arriva a scoprire che questi giornali prendono:
Libero: 0,17 euro a copia.
L’Unità: 0,29 euro a copia.
Liberazione: 0,68 euro a copia.
Il Foglio: 0,74 euro a copia.
Europa: 1,64 euro a copia.
Il Riformista: 3 euro a copia.
Il direttore de il Riformista merita una menzione speciale, il suo nome è Antonio Polito (ex parlamentare PD), sarebbe da aggiungere alla lista [dei “ladri di marmellata”] ma “purtroppo” non è stato rieletto.»
Dal blog Ladri di marmellata (eccetto il testo tra parentesi quadre)
Ma leggi anche Il finanziamento quotidiano di Bernardo Iovene (Report, 23 aprile 2006)
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