mercoledì

Buon Natale dalle giraffe!


Buon Natale dalle Giraffe!

Qualunque cosa (non) crediate!

Per scherzo e per davvero!





lunedì

Aspettando il Natale (di Obama?)



Come si festeggia(va) a casa Bush.

L'ultimo video alla Casa Bianca del cane presidenziale (quello che si chiama Barney).

Tutto rigorosamente vero.

Dan McPharlin

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Il design e le illustrazioni di Dan McPharlin

sabato

La vita sessuale dei robot



Sex Life of Robots, di Michael Sullivan

venerdì

La macchina del disincanto

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(Foto: Richard Rasner)

Sai qual era la differenza fra loro e noi?, mi chiese. Io gli risposi che non lo sapevo. Allora mi disse: loro volevano cambiare le cose soltanto un po’, non volevano niente di più che un misero pezzettino di cielo. Noi volevamo l’universo.

Tornò a domandarmi, sai qual è la differenza, adesso, fra loro e noi? E io gli dissi che non la sapevo. Loro, seguitò, si sono appropriati di quella miseria, e noi siamo stati cacciati dal paradiso meschino nel quale essi vivono.

E finalmente mi chiese, sai quale continua a essere la differenza fra noi e loro? No, gli dissi. Loro si sono dimenticati di tutto e sono felici. Noi abbiamo il dolore e il desiderio. Siamo rimasti con la memoria, nudi.

Juan Yanes, La máquina del desencanto

(Una "macchina" — non a caso — tradotta dal blog Máquina de coser palabras)

Juan Yanes su Narcolessia delle giraffe

Una canzone d'amore

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I wanna go to bed with arms around me
But wake up on my own
Pretend that I’m still sleeping
Til’ you go home

Oh I can’t look at you this morning
I should probably have a sign
That says ‘Leave right now or quicker’
You’ve overstayed your time

If I don’t believe in love nothing will last for me
If I don’t believe in love nothing is safe for me
When I don’t believe in love you’re too close to me
And that’s why you have to leave

Maybe I slept peaceful on your shoulder
Your arm warm around my side
But it’s different now, it’s morning
And I can’t face your smile

The second that I feel your safe hands
Reaching out for mine
I slip away and out of sight
You’ve overstayed your time

If I don’t believe in love nothing is good for me
If I don’t believe in love nothing will last for me
When I don’t believe in love nothing is new for me
Nothing is wrong for me
And nothing is real for me

When I don’t believe in love why do you care for me?
When I don’t believe in love nothing is real for me
If I don’t believe in love you’re getting to close to me
And that’s why you have to leave
And that’s why you have to leave

If I don’t believe in love
If I don’t believe in love
If I don’t believe in love
Nothing is left for me
If I don’t believe in love
You’re too good for me

Dido, Don't Believe In Love, 2008

lunedì

Carta stampata, adieu...

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La fine del giornalismo su carta: da Internazionale.it l'opinione di Andrew Sullivan, Un mondo senza giornali

Il blog di Andrew Sullivan

venerdì

La tua luna personale

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Cosa fareste, come vi sentireste, con una «luna personale» a disposizione?

Gli scatti degli artisti russi Leonid Tishkov and Boris Bendikov

Numero di occhi e superiorità nel genere femminile

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La signorina Nicole Reuman vide un ragnetto su un angolo della casa e restò paralizzata dall’orrore. Il ragno vide otto signorine in una signorina e restò paralizzato dall’orrore. La signorina versava le sue donazioni a Greenpeace con moderna religiosità, e così non ammazzò il ragnetto, per preservare l’equilibrio ecologico. Durante la notte, il ragnetto Lactrodectus mactans — o Vedova nera — morse la signorina e la ammazzò, per preservare l’equilibrio ecologico.

María Cristina Rolnik, La cantidad de ojos y la superioridad en las hembras

Tradotto dal blog letterario di Sergio Gaut vel Hartman Químicamente impuro