
Alexandre Semeraro de Alcântara Nogueira, O dia de Léa
(Tradotto dall'e-book Microcontos, minijóias)
«Un bel giorno, per colpa di una strana malattia, di un morbo dalle conseguenze davvero bizzare, così, di punto in bianco, in qualunque luogo si trovassero e qualunque cosa stessero facendo, le giraffe cominciarono a cadere in un sonno profondissimo. Le giraffe, dunque, dormivano — e dormendo sognavano. Tuttavia, mentre sognavano, i loro occhi restavano aperti...»




I.
Mi sono mascherato da politico corrotto.
Sono stati tre giorni e quattro notti di impunità.
II.
Nella baldoria ho conosciuto un’odalisca.
Mi sono dilettato da sultano.
III.
L’ultima notte, escogitiamo di “metterci in contatto” dentro una cabina telefonica.
È stata la telefonata più gustosa che abbia mai fatto.
IV.
L’ho rincontrata passato martedì grasso. Il carnevale era già diventato ceneri e noialtri due ancora prendevamo fuoco…
V.
Non ci siamo incontrati più. Dopo aver attraversato la mia vita come una scuola di samba e ottenuto un bel 10 in tutte le competizioni, è sparita nel vasto viale del mondo, lasciandomi solo soletto a battere sul tamburo del mio cuore fasciato di stelle filanti.
Conservo ancora i coriandoli. Tutti raccolti fra i suoi capelli di odalisca.
Wilson Gorj, Carnaval — Minicontos em série
Dal Brasile l'ironia e lo stordimento di Wilson Gorj (tradotto da Simplicíssimo.com.br)
Il blog dell'autore: O muro e outras páginas

Piove da giorni. Il fiume si allarga, di volta in volta sempre meno lontano da casa nostra.
I vicini, prudenti, hanno già abbandonato le loro.
Perfino mia moglie l'ha fatto, se n'è andata a casa dei genitori.
Soltanto io resto. Resto qui, lo aspetto. Aspetto il fiume. Questo fiume dal quale mi tengo lontano da anni. Da quel maledetto giorno in cui le sue acque si sono portate via quel che avevamo di più prezioso.
No. Da qui non esco. Che il fiume venga. Chissà che non mi trascini fin là, da mio figlio.
Wilson Gorj, O Rio
Un toccante racconto breve tradotto dal blog del brasiliano Wilson Gorj O muro e outras páginas
(Antonio Corradini, Sara, Udine, Chiesa di San Giacomo Apostolo)
Seduta sull'orlo della vita lei attende. La diagnosi è già stata emessa: Alzheimer. Ogni giorno manda giù un nuovo sorso delle acque dell'oblio. Sa che incontrerà Caronte, ma non riesce a ricordare dove l'incontro avverrà, né quando.
Angela Schnoor, Protegida de Mnémosine
Un affascinante racconto breve tradotto dal blog Microargumentos
L'altro blog della brasiliana Angela Schnoor: Ideália
L'e-book Na barca de Caronte

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