lunedì

Caravaggio è stato il primo fotografo?

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(Caravaggio, San Matteo e l'angelo, 1602 — Roma, San Luigi dei Francesi, cappella Contarelli)

«Celebrato come il maestro barocco dei ritratti realistici e del chiaroscuro, Caravaggio, pittore del XVI secolo, viene oggi acclamato come il primo maestro di tecnica fotografica, due secoli prima dell’invenzione formale della macchina fotografica.

Per molto tempo si è ipotizzato che l’artista italiano trasformasse il suo studio in un’enorme camera oscura, praticando un buco sul soffitto per proiettare le immagini sulle tele. Ma una nuova ricerca afferma che Caravaggio avrebbe anche utilizzato materiali chimici per trasformare le sue tele in primitive pellicole fotografiche, “impressionandovi” le immagini che in seguito avrebbe abbozzato sopra le stesse per lavori come San Matteo e l’Angelo...»

Caravaggio è stato il primo fotografo? (da Italia dall'estero.info — leggi tutto)

L'articolo originale di Tom Kington, Was Caravaggio the first photographer? (da «The Guardian», 11 marzo 2009)

Mumbai: scene dagli slum



Gautam Nagar, uno slum vicino all'aeroporto internazionale di Mumbai

Da «The New Yorker»

venerdì

Il manganello e il silenzio


«Caro signor Grillo,
sono Edoardo, ho 22 anni, studio alla facoltà di Scienze Naturali di Pisa e collaboro come free lance con il giornale toscano "il Tirreno". Venerdì pomeriggio io e un amico ci siamo recati alla facoltà di Giurisprudenza per assistere all'incontro con il senatore Marcello Pera, il quale doveva presentare un libro. L'idea era quella di provare a fare qualche domanda, ma purtroppo le cose non sono andate così. Arrivati davanti alla facoltà, ci siamo uniti al sit-in di protesta, poichè la facoltà era stata blindata. I poliziotti in tenuta antisommossa non hanno permesso a noi studenti di entrare nella facoltà e hanno intimato il dietrofront. noi abbiamo fatto un cordone non violento e, a mani alzate, abbiamo continuato a chiedere a gran voce di darci la possibilità di partecipare al dibatittito... non l'avessimo mai fatto... come potrà rendersi conto dai video, è bastato un minuto perchè gli animi dei ragazzi della celere si infiammassero. Abbiamo subito tre cariche e molti ragazzi si sono fatti male. alcune ragazze hanno ricevuto manganellate sugli arti, io ho una mano lussata e molti giovani che non conoscevo si sono ritrovati con la testa rotta... io non la chiamo per chiederle solidarietà (o forse si), ma le persone che sono finite negli scontri non erano "facinorosi", bensì giovani studenti che erano li per caso: a pensi che all'ospedale ho incontrato due ragazzi di 18 anni, due studenti calabresi che vivono a Pisa per fare l'università da nenche sei mesi, apolitici, che volevano solo assitere al dibattito.... il fatto è questo ....oltra al danno la beffa.....è vero che nel video alcuni ragazzi hanno acceso un fumogeno....ma da qui a pensare che otto poliziotti si siano feriti mi viene da ridere....io c'ero...e non sono un violento.....più sono saliti i nostri ferit, più aumentavano quelli dei poliziotti..... il fatto è che dai video si vede che siamo stati aggrediti....eppure stanno incominciando a fioccare le denunce contro di noi (resistenza???) e la stampa nazionale ha riportato solo i feriti della celere ... io sono sconvolto signor Grillo, qui è sempre peggio... se persino una città con un forte animo di sinistra come Pisa incomincia a vedere queste cose vuol dire che qualcosa è definitivamente cambiato....io la prego di rispondermi, anche solo per dirmi "non mi interessa" , la prego davvero... sono tre giorni che non dormo....
Chiedo scusa per al lettera che riporta le notizie senza né capo nè coda ma mi sento ancora molto scosso....sul sito di Pisa notizie potrà visionare i video...» Edoardo

Dal sito di Beppe Grillo

Obama Style

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Obama Style.

Cambiare se stessi, le cose, il mondo — su Obamicon.Me.

giovedì

Giano

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(Immagine: Jean-Luc Rodolphe Bengler Scandella)


Giano era un dio latino soddisfatto di se stesso, aveva le chiavi di tutte le porte, e due teste — due paia d'occhi da far girare intorno per guardare le quattro direzioni dello spazio, o sondare i segreti del passato e del futuro.
Giano non si sentì mai sminuito, né mai si lamentò della propria condizione, almeno fino al giorno in cui ebbe bisogno degli occhiali.


José Eduardo Lopes, senza titolo

Una mitologia "bifronte" del mozambicano José Eduardo Lopes (tradotta dal suo blog Estrada de Santiago)

L'e-book
As Metamórfoses de ouvido

José Eduardo Lopes su Narcolessia delle giraffe

Meglio che possedere

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(Immagine: Taner Döner, Sharing)


«Uso strade di cui non sono proprietario. Ho accesso al 99 per cento delle strade e delle infrastrutture del mondo, tranne qualche eccezione, perché sono pubbliche. Chiunque le può usare perché c'è qualcuno che paga le tasse.

Le strade del mondo sono a tutti gli effetti al mio servizio come se ne fossi il proprietario. Anzi, meglio: non devo preoccuparmi della loro manutenzione. Anche internet è un bene comune. Posso usarlo in qualunque momento, con estrema facilità.

Probabilmente molto presto non saremo più proprietari di dischi, libri o film. Avremo invece accesso a tutta la musica, a tutti i libri e a tutti i film pagando una tassa o un abbonamento. Non dovremo comprarli, ma potremo leggerli o ascoltarli quando vogliamo, scaricandoli dalla rete.
Per molte persone questo tipo di accesso immediato e universale è meglio della proprietà: nessun problema di accumulo, smistamento, archivio, pulizia. I prodotti digitali sono beni condivisibili e senza padrone. Anzi, in un mondo di bit la proprietà stessa diventa uno sforzo collettivo: più che la proprietà conteranno l'uso e il controllo.

Non si può possedere un'idea come se fosse un lingotto d'oro: un'idea, infatti, non vale nulla se non è condivisa. Più è al servizio di tutti, più acquista valore. Ma se non ha un proprietario, chi ne ricava qualcosa?

Nel nuovo sistema sociale gli utenti dovranno assumersi molti dei compiti che un tempo spettavano ai proprietari. E dunque, in un certo modo, l'uso diventerà proprietà...»

Kevin Kelly, Il noleggio batte la proprietà (dal blog di Internazionale.it — leggi tutto)

L'articolo originale Better Than owning (da The Technium di Kevin Kelly)

mercoledì

Sledgehammer


You could have a steam train
If you'd just lay down your tracks
You could have an aeroplane flying
If you bring your blue sky back

All you do is call me
Ill be anything you need

You could have a big dipper
Going up and down, all around the bends
You could have a bumper car, bumping
This amusement never ends

I want to be your sledgehammer
Why dont you call my name
Oh let me be your sledgehammer
This will be my testimony
Show me round your fruitcage
cos I will be your honey bee
Open up your fruitcage
Where the fruit is as sweet as can be

I want to be your sledgehammer
Why dont you call my name
Youd better call the sledgehammer
Put your mind at rest
Im going to be-the sledgehammer
This can be my testimony
Im your sledgehammer
Let there be no doubt about it

Sledge sledge sledgehammer

Ive kicked the habit
Shed my skin
This is the new stuff
I go dancing in, we go dancing in
Oh wont you show for me
And I will show for you
Show for me, I will show for you
Yea, yeah, yeah, yeah, yeah, yeah, I do mean you
Only you
Youve been coming through
Going to build that power
Build, build up that power, hey
Ive been feeding the rhythm
Ive been feeding the rhythm
Going to feel that power, build in you
Come on, come on, help me do
Yeah, yeah, yeah, yeah, yeah, yeah, yeah, yeah, you
Ive been feeding the rhythm
Ive been feeding the rhythm
Its what were doing, doing
All day and night

Peter Gabriel, Sledgehammer, 1986

Intervista a Berlusconi

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(Immagine: Sospensorio)

«Io non sono un uomo di destra. La ragione dell’ampio consenso di cui godo in Italia è dovuta al fatto che le vecchie ideologie non contano più. Chiunque insista a farsene portavoce, è punito dal voto. [...] La sinistra è ancora sotto il ricatto del fanatismo ambientalista. Se avesse vinto avrebbe continuato a perdere tempo prezioso prima di affrontare la politica energetica del paese. Sotto il ricatto delle autorità locali, non avrebbe mai potuto risolvere il problema dei rifiuti. Sotto il ricatto delle minoranze sindacali non avrebbe mai accettato di applicare i criteri di meritocrazia nella pubblica amministrazione e nell’istruzione. [...] Tuttavia la crisi dell’opposizione non può far piacere a nessuno. Anzi, è preoccupante. Il ruolo della minoranza in una democrazia è indispensabile ed è necessario poterlo esercitare in modo costruttivo. Sfortunatamente però, la crisi dell’opposizione italiana sembra destinata a durare a lungo...»

Silvio Berlusconi, primo ministro italiano: “Sono sempre stato assolto perchè i giudici imparziali sono la maggioranza” — da Italiadallestero.info, 8 marzo 2009: leggi tutto

L'articolo originale su El Mundo.es

martedì

Il Dalai Lama racconta

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(Foto: Dani Machlis)

«La mattina del 10 marzo oltre quarantamila persone circondarono il palazzo del Norbulinka, dove si trovava il Dalai Lama, urlando slogan contro i cinesi e a favore dell’indipendenza del Tibet. Chiedevano che il Kundun non lasciasse la sua residenza e giuravano di prenderlo essi stessi sotto la loro protezione dal momento che non si fidavano più del governo. Ci furono anche violenze da parte della folla. Un ministro non venne riconosciuto e preso a sassate, a stento lo si potette salvare. Un altro invece, di cui erano note le simpatie per i cinesi, fu linciato sul posto dalla gente inferocita. Man mano che trascorrevano le ore la folla cominciava ad organizzarsi. Venne eletto un comitato di una sessantina di persone che giurò di impedire, anche a costo della vita, che il Prezioso Protettore cadesse nelle mani cinesi...»

Piero Verni, Il Dalai Lama racconta 10/03/09 (da Lettera22.it: leggi tutto)

Racebook

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«Ci sono quelli semplicemente volgari (Fanculo la Cina e i cinesi), quelli privi di fantasia (Gruppo antisemita), quelli lapidari (Odio Napoli e i napoletani), quelli che provano a dirlo con una battuta (Più rum e meno rom), quelli ambiziosi che vogliono fare le cose in grande (Cacciamo 'sti rumeni dar mondoooooo!!!).

I gruppi razzisti nati su Facebook sono tanti, e sulla pagina Basta con il razzismo su Facebook vengono progressivamente segnalati, monitorati e poi censurati...»

Dal blog Nero su bianco di Jamila Mascat su Internazionale.it: leggi tutto